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Solo in Israele – Ecco dove gli svizzeri vanno a comprarsi la neve

Alla fine gli israeliani ci sono riusciti: hanno venduto a svizzeri e austriaci. Che se proprio non è come vendere ghiaccio agli eschimesi, poco ci manca. A metterla così sembra una storiella dell’assurdo, invece è il frutto di anni di ricerca di una delle più innovative compagnie dell’hi-tech israeliano: IDE, fondata nel 1965 dal governo israeliano per risolvere i gravi problemi di siccità (poi è stata privatizzata), è una dei leader globali nella desalinizzazione dell’acqua. Sono quelli, per intenderci, che hanno seguito il processo di desalinizzazione dell’acqua marina a Eilat, dove altrimenti mancherebbe l’acqua potabile.
Adesso però hanno assemblato due innovativi cannoni da neve, in grado di sparare fiocchi di neve in qualsiasi condizione climatica e senza l’utilizzo di agenti chimici nocivi per l’ambiente: uno è stato venduto alla stazione sciistica di Pitztal (in Austria) e l’altro alla stazione sciistica di Zermatt (in Svizzera), per la bellezza di sette milioni di shekel ciascuno. Dall’acqua salata di Eilat alla neve delle Alpi: da dove è nata questa trasformazione? L’idea, raccontano i rappresentanti dell’azienda, è nata per caso in una miniera del Sud Africa. Negli ultimi 15 anni infatti IDE ha esteso il suo business, aggiungendo ai meccanismi di desalinizzazione anche agli impianti per il raffreddamento delle miniere che utilizzavano la formazione sottovuoto del ghiaccio. “Alla fine del 2005 stavo lavorando a una miniera d’oro in Sud Africa e mi sono detto che la qualità del ghiaccio somigliava tanto alla neve che ci si poteva sciare” ha raccontato uno degli ingegneri, che ha subito affittato un paio di sci per testare la qualità della neve: “Ottima”.
In un primo momento Moshe Tessel, il capo del dipartimento refrigerazione della ditta, era un po’ scettico: ma quando un persino atleta professionista finlandese ha confermato che la qualità della neve era ottima, ha deciso di creare un nuovo business. Due anni più tardi, i primi due cannoni erano pronti. Per essere sicuri, gli ingegneri israeliani li hanno testati in Israele: se sono sono riusciti a fare “nevicare” a Netanya in piena estate, non ci dovrebbero essere problemi sulle Alpi. Ad oggi non risulta però che abbiano venduto alcun cannone alla stazione sciistica del monte Hermon, l’unica in Israele. Piuttosto adesso l’obiettivo è vendere agli statunitensi e ai canadesi,
dicono i vertici dell’azienda. Anche se la cosa rischia di farsi più difficile del previsto. Tessel racconta di avere avuto dei seri problemi al momento di varcare la frontiera, in un recente viaggio di lavoro in Canada: “La guardia semplicemente non poteva credere che un israeliano venisse davvero per vendere neve ai canadesi”.

Anna Momigliano