Articolo 3 contro le discriminazioni
Il lavoro del nostro Osservatorio non è di facile definizione. Forse perché ancora embrionale, forse perché impegna pensieri, relazioni, persone riccamente diversi e diverse tra loro. Osservare dall’interno è un privilegio: essere quotidianamente nel porto in cui attraccano più o meno frequentemente, più o meno consapevolmente visi, associazioni e istanze può stordire, ma senz’altro rende possibile l’avere coscienza del lento delinearsi del quadro, del progetto che qui si vuol far progredire. Giorni in cui i colori e i segni sono decisi, fermi, capaci, si alternano a giorni in cui il tratto è tremolante, le tinte sono solo pallide sfumature, i risultati lontani. Il cammino si fa con l’andare, vero, ma è lecito sentirsi un poco persi. Poi ci si orienta nuovamente. Tanto per esser chiari noi osserviamo i fenomeni di discriminazione, di odio razziale, quelli evidenti, quelli subdoli, quelli gridati ai quattro venti, quelli nascosti nel costume e nelle tradizioni e tutte le pratiche diffuse anche attraverso gli organi di informazione, col loro potere di orientare l’opinione pubblica. Insomma, spesso di chiaro c’è poco. Sono per la maggioranza ombre, che si insinuano in un decreto, in un regolamento, che insistono sul nominare la provenienza di un (a volte solo presunto) criminale dando potere a una generalizzazione pericolosa e ingiusta; ombre che offuscano la luce dell’infanzia ghettizzata, quella del corpo di una donna, quella che illumina una preghiera. Nei giorni scorsi, tra lo studio di una sentenza e l’organizzazione di un convegno, il passo non era deciso: uno di quei giorni in cui i contorni sembrano sfuggenti (chi siamo? a chi serviamo? cosa riusciremo a cambiare?). Poi l’occhio stanco cade su una lettera, una di quelle che si scrivono al direttore su un quotidiano locale: ‘Tanto per essere chiari se l’indiano restava a casa sua non si sarebbe trovato, da sbandato, sulla panchina di Nettuno e non gli sarebbe successo nulla. O gliel’ha ordinato il dottore di venire da clandestino invasore in Italia!’. Tanto per essere chiari.
Angelica Bertellini, Osservatorio Articolo 3, Mantova