Delegati del Congresso Ucei a confronto sulla riforma delle istituzioni ebraiche
E’ in corso stamane, a Milano Marittima, l’Assemblea dei delegati del Congresso dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L’incontro si svolge al margine del tradizionale Moked primaverile, la grande convention dell’ebraismo italiano che ha richiamato nella località adriatica centinaia di ebrei italiani provenienti da tutte le Comunità per dibattere delle problematiche della formazione e dell’educazione e trascorrere assieme giornate di studio e di confronto.
All’attenzione dei partecipanti dell’Assemblea, soprattutto il progetto di riforma dello Statuto dell’Unione e l’inquadramento organizzativo delle realtà ebraiche italiane. Nella relazione introduttiva del Consigliere Ucei Valerio Di Porto, coordinatore della Commissione che ha posto allo studio la riforma, è stato fatto il punto dei lavori preparatori che hanno visto impegnati negli scorsi mesi i 15 componenti designati dal Consiglio dell’Ucei e dai Presidenti di Comunità nello scorso dicembre. “La Commissione – ha spiegato Di Porto – è partita dalla constatazione dei profondi mutamenti intervenuti nei 22 anni trascorsi dal 1987 a oggi. In particolare il declino demografico, la partecipazione al riparto della quota dell’8 per mille dell’IRPEF, la nuova vitalità registrata dalle Comunità, anche grazie all’iniezione di risorse derivanti dall’8 per mille e la forza acquisita per le stesse ragioni dall’UCEI, che ha portato in epoca recente anche ad una movimentata dialettica, il mutamento del contesto generale, in un mondo sempre più plurale, dove si è affermata una vera e propria rivoluzione dovuta alla generalizzata diffusione degli strumenti telematici e alla necessità di assumere decisioni in maniera sempre più tempestiva”.
“Diverse constatazioni – ha aggiunto Di Porto – hanno indotto la Commissione a considerare un nuovo assetto dell’Unione e delle comunità che, tenendo conto dei fattori enunciati, sia in grado di garantire la più ampia rappresentatività ed inclusività delle Comunità, dell’Unione e dei loro organi, favorendo contemporaneamente la governabilità e i legami di collaborazione tra le realtà comunitarie. In questo senso si sono mosse le tre direttrici principali del lavoro della Commissione, già indicate nella lettera di convocazione dell’Assemblea: forma di governo delle Comunità maggiori, forme di collaborazione tra le Comunità e assetto dell’UCEI”.
I lavori, che erano stati aperti dalla relazione generale del Presidente Ucei Renzo Gattegna, sono proseguiti con gli interventi di Leone Paserman e Dario Bedarida che hanno affrontato alcuni aspetti specifici della riforma, come i meccanismi elettorali interni alle comunità, la ripartizione delle risorse derivanti dall’Otto per mille, i rapporti delle comunità con il rabbinato. Ha fatto seguito un dibattito fra i delegati che deve essere inteso, come è stato sottolineato da più parti, come un grande processo di confronto e di ragionamento riguardo alle istituzioni, destinato a coinvolgere, nei prossimi mesi, tutti gli ebrei italiani.
Il dibattito, aveva già messo in luce nella relazione introduttiva il presidente Gattegna, “costituisce anche l’occasione per lanciare lo sguardo su un orizzonte più vasto e per prendere atto che il grande processo di trasformazione sociale, tecnologica ed economica che è in corso nel mondo procede a una velocità sempre crescente. In questa prospettiva – ha aggiunto – nessuna società, nessun paese, nessuna Comunità può sottrarsi al difficile, ma affascinante compito di capire il presente per progettare il futuro”. “Nessuno – ha detto ancora il Presidente Ucei – può sottrarsi al tentativo di conseguire rapporti di costruttiva convivenza tra le diverse componenti della società civile nella quale sono presenti nazionalità, etnie, religioni e tradizioni diverse”.