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L’uomo israeliano a Washington

Lunedi 21 agosto 1995, un attentato suicida organizzato da Hamas fece saltare in aria l’autobus numero 26 nella estrema periferia a nord di Gerusalemme nelle vicinanze di Ramat Eshkol. Tra i morti c’era Joan Davenny una studiosa che si trovava lì per trascorrere un anno sabbatico. Alcuni pensarono che presto sarebbe stata data la notizia della nomina di Michael Oren ad ambasciatore israeliano negli Stati Uniti. Poiché la sorella di Joan, Sally è la moglie di Michael. Questo è un piccolo paese, e Oren è -comunque- uno di noi.
Il nostro nuovo uomo a Washington, che ha rinunciato alla cittadinanza americana per accettare l’incarico, ha fatto l’aliya a 15 anni dal New Jersey. Dopo aver servito l’esercito nell’areonautica, Oren tornò in America per prendere la laurea delle Università di Princeton e di Columbia. Membro senior allo Shalem Center, Oren è uno scrittore di best sellers di argomento storico, i cui libri includono La Guerra dei sei giorni: giugno 1967, Costruire il medioriente, e più di recente, Potere, Fato e Fantasia: l’America centro-orientale dal 1776 al presente.
Durante l’operazione Piombo Fuso, ha indossato volontariamente la divisa, per lavorare nell’ufficio del portavoce dell’IDF. Oren ha anche esperienza diplomatica dal momento che ha lavorato nella missione israeliana delle Nazioni Unite. Il Primo ministro Benyamin Netanyahu e il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman hanno fatto congiuntamente la selezione, per fare in modo che Oren possa prendere i poteri in tempo per accompagnare il Premier a Washington il 18 maggio per il suo incontro con il Presidente Barak Obama. Il posto di ambasciatore a Washington è, come concepibile, il ruolo diplomatico israeliano di maggior rilievo […]

Jerusalem Post, 4 maggio 2009