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mitzvot/eroe

All’inizio del capitolo di Avot Ben Azzai invita a inseguire le mitzvòt leggere. Non si sa che cosa sono queste mitzvòt leggere ma forse sono quelle che il midràsh, commentando il primo verso alla parashà di Ekev, definisce le mitzvòt che le persone sono abituate a calpestare. Sono cioè mitzvòt considerate poco importanti, poco attuali, poco entusiasmanti. Sono queste, secondo Ben Azzai, un elemento fondamentale della vita ebraica sia perché costituiscono i vari tasselli della nostra vita quotidiana e ci inducono a vivere l’ebraismo minuto per minuto e non attraverso eventi ma anche perché secondo l’interpretazione di Rav Wolbe non producono un senso di appagamento. Far qualcosa di importante mi fa sentire appagato e l’appagamento è estremamente pericoloso perché non sento la necessità di andare avanti e di fare qualcosa in più. L’atteggiamento di chi dice “non voglio andare oltre” rischia di essere paralizzante ma, visto che l’uomo non riesce realmente a fermarsi si rischia che la paralisi si trasformi in una marcia indietro.

Alfonso Arbib, rabbino

Se si costringesse l’eroe a discutere l’atto che sta per compiere, non ci sarebbe eroismo.

Vittorio Dan Segre