Armi nucleari: fermare la follia iraniana. Gli ebrei americani chiedono nuove sanzioni
Potrebbe stare in queste cinque lettere (IRPSA) la prossima mossa politica dell’Amministrazione americana per scongiurare la minaccia di un Iran atomico. E’ quanto si augurano, per lo meno, i delegati dell’American Israel Public Affairs Committee (AIPAC), riunitisi la scorsa settimana a Washington nell’annuale – e gigantesca – Conferenza politica. La sigla menzionata sta per ran Refined Petroleum Sanctions Act e si riferisce ad un progetto di legge già depositato ed in fase di discussione sia alla Camera che al Senato statunitensi. Battendo la pista delle sanzioni, esso mira in sostanza a destabilizzare il sistema economico iraniano – ed il settore energetico in particolare – colpendo quelle società che riforniscono Teheran di prodotti petroliferi raffinati. Pur disponendo di riserve naturali d’idrocarburi fra le più estese al mondo, infatti, l’Iran manca delle strutture adeguate per raffinare il petrolio che produce in gran quantità, ed è perciò costretto ad importare all’incirca il 40% di prodotti di primaria importanza come gasolio e benzina. Dovesse essere approvata da entrambi i rami del Congresso americano, la legge imporrebbe durissime sanzioni alle compagnie straniere che commerciano tali prodotti con l’Iran: queste si vedrebbero congelate ogni bene posseduto negli USA, non potrebbero più concludere alcun affare con imprese americane nè condurre transazioni ecnomiche di alcun tipo denominate in dollari. O con l’Iran o con l’America- è insomma alle società che operano nel settore dell’energia ma anche dei trasporti marittimi. E’ chiaro che il reale detsinatario delle misure in discussione, seppure indirettamente, è però il regime di Teheran, che tramite queste sanzioni troverebbe difficoltà sempre maggiori nell’avere accesso a beni di primaria importanza. Secondo i suoi sostenitori, insomma, l’IRPSA dovrebbe essere il «bastone» d’accompagnamento alla « carota » del dialogo diretto e senza pregiudizi intavolato dall’Amministrazione Obama, per scongiurare che l’Iran non approfitti dell’offerta di negoziati diretti per continuare il suo programma d’arricchimento dell’uranio. Non è nota, per il momento, la posizione della Casa Bianca su tale provvedimento; resta il fatto, tuttavia, che se il Congresso approvasse la legge, al Presidente non resterebbe che applicarla.
Simone Disegni