Torino e i libri – Un percorso consigliato

Io e gli altri è il tema che affronterà quest’anno la ventiduesima Fiera internazionale del libro, che si svolgerà dal 14 al 18 maggio al Lingotto di Torino offrendo un imponente elenco di nomi che ne animeranno l’edizione. Un’edizione che vede l’Egitto come paese ospite d’onore e la presenza di 50 editori in più dell’anno scorso, per un totale che supera i 1.400 e che celebrerà la tenuta del libro in questi tempi economicamente e forse anche culturalmente più incerti, come ha confermato lo stesso presidente Rolando Picchioni: “In alcuni anni eravamo noi a dover correre dietro gli editori – ha detto – ora ogni anno bussano new entry”.
Abbiamo tracciato attraverso alcuni collaboratori di moked.it un piccolo percorso di alcuni degli eventi più interessanti di questi giorni da segnalare ai nostri lettori.

David Bidussa parteciperà domenica 17 maggio, nella sala autori A, alla conferenza di presentazione di “Carlo Levi ad Alassio: inventario delle carte”. Rientra nella serie “Proposte degli editori” questo incontro a cura del Premio Alassio 100 libri – Un autore per l’Europa.
Relatori saranno, oltre a Bidussa, il professor Alberto Beniscelli, dell’università di Genova, Giovanni Tesio, dell’università di Vercelli, Feltrinelli ed Antonio Ricci, donatore del Fondo Levi alla biblioteca.
L’opera è stata curata da Luca Beltrami, ricercatore del Dipartimento di Italianistica dell’Università genovese, sotto la supervisione di Franco Contorbia e Alberto Beniscelli. Spiega Beniscelli: “Questo corposo volume è il primo lavoro scientifico, corretto e completo, di inventario e descrizione di tutti i pezzi che compongono l’archivio Levi. Si tratta di lettere, manoscritti, diari, schizzi, poesie, cartoline e bozze del suo lavoro, fra cui una sceneggiatura quasi completa sul pittore Modigliani”. L’Italia è stata ad un passo dal perdere gran parte dell’opera dell’autore di “Cristo si è fermato ad Eboli” che, battuta ad un’asta del Christie’s a Roma, nel giugno 2004, sarebbe potuta finire frammentata in collezioni private. In quella occasione, invece, Antonio Ricci l’ha acquistata, per farne dono alla città di Alassio che a sua volta, in un iter quanto mani virtuoso, ha permesso l’analisi e lo studio del prezioso materiale.

Bidussa non sarà relatore, ma sarà sicuramente fra il pubblico in sala durante l’incontro dedicato al centenario della nascita di Leone Ginzburg, nella sala rossa del lingotto sabato 16 maggio. Il titolo della conferenza è “Fare cultura in un paese dominato”, ci si concentrerà sulla figura di intellettuale organizzatore di cultura più che su quella di scrittore, si cercherà di ricostruire l’attività di quello che fu chiamato “il filologo della libertà”, e insieme il valore culturale, politico e morale di tale impegno nell’Italia fascista.
Interverrà, tra gli altri, Luisa Mangoni, curatrice dell’opera ginzburghiana nonché autrice di “Pensare i libri”, una storia della casa editrice di Giulio Einaudi di cui Ginzburg fu fondatore e alla quale, uscito di prigione, diede un’impronta decisiva.

Da ultimo il professor Bidussa ci consiglia caldamente la conferenza di domenica 17 maggio, che si terrà nella sala dei cinquecento. “Le stagioni della memoria: autobiografia e militanza politica nel ‘900”. In che modo i militanti politici hanno raccontato la loro esperienza? E come è cambiato quel modo di raccontare e raccontarsi? Un confronto di diverse opinioni sul tema dell’eredità personale e pubblica dell’esperienza nella sinistra comunista e postcomunista dal ’68 a oggi. Intervengono: Fausto Bertinotti, Massimo D’Alema, Giovanni De Luna, Piero Fassino.
È Bidussa stesso a lamentare l’assenza (non inaspettata) di un’iniziativa analoga delle destre italiane, o forse e più corretto parlare della Destra italiana. Lo storico delle idee ravvisa una mancanza di pluralità di opinioni interne all’attuale maggioranza governativa da confrontare. E certo non è contento di un così lampante difetto di dibattito nella principale forza politica del nostro Paese.

Ugo Volli consiglia di essere presenti all’incontro, nel quale interverrà egli stesso, con Bat Ye’or, figlia del Nilo. È lo pseudonimo di Giselle Littman, nota studiosa anglo-egiziana rinomata soprattutto nel campo delle scienze sociali, testimone della distruzione delle comunità ebraiche egiziane. Bat Ye’or è nota a livello mondiale come pioniera nello studio della Jihad. Le sue opere sono molto citate nel contesto della lotta al terrorismo. La studiosa, pubblica articoli su riviste di tutto il mondo e concede interviste a radio e televisione. Ha pronunciato discorsi davanti al Congresso degli Stati Uniti ed alla Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.
È stata lei a coniare l’ardito termine (e insieme la controversa tesi) di Eurabia: nell’omonimo saggio sostiene che vi sia in atto un pericoloso processo di islamizzazione dell’Europa derivante dalle politiche troppo compiacenti condotte dall’UE nei confronti dei paesi arabi, e che l’“antisemitismo”, ovvero le presunte ostilità delle classi dirigenti occidentali verso l’establishment israeliano, sia figlio della subordinazione ai produttori di petrolio.
La presentazione del suo nuovo libro, Verso il califfato universale, avrà luogo venerdì 15 maggio presso lo spazio autori B. Insieme a Bat Ye’or e a Ugo Volli ci sarà anche Dario Peirone, ricercatore di economia all’università di Torino.

Alberto Cavaglion consiglia di essere presenti alla presentazione dell’ultimo libro di Gerorge Bensoussan, responsabile editoriale del Memorial della Shoah di Parigi, storico delle idee, autore di fondamentali testi come Histoire de la Shoah e Il sionismo, una storia politica e intellettuale e L’eredità di Auschwitz.
Giovedi 14 maggio nella sala blu del lingotto l’autore presenterà, insieme a Fabio Levi, “Genocidio, una passione europea”, uno studio sulle pulsioni aggressive alla base delle persecuzioni delle minoranze, sulle condizioni psicologiche e culturali che hanno reso possibile il concepimento degli sterminii di massa. Bensoussan compie un’operazione di archeologia intellettuale: va alla ricerca di precedenti storici di quelle condizioni, riscoprendo così l’azione, sotterranea ma potente, che atavici intrecci di sentimenti e credenze ostili verso l’Altro compiono nella (e contro la) storia del Progresso.

Alberto Cavaglion stesso, invece, interverrà alla presentazione dell’ultimo romanzo di Roberto Cazzola, “La delazione”, giovedì 17 maggio nello spazio autori A. Questo germanista romanziere ci propone un nuovo romanzo storico (come i sui precedenti Lavati le mani Elmar e Fedeltà), questa volta ambientato nella Torino delle leggi razziste. Un tuffo nella quotidianità di quel periodo tanto dolente.
Il pomeriggio di sabato 16, sempre per la sessione Grandi autori, Arrigo Levi presenterà la sua autobiografia: “Un paese non basta”. A illustrare questa esperienza di grande giornalista interverranno Piero Fassino, Gad Lerner e Alberto Sinigaglia. Questo libro è il coronamento di una fortunata ed intensa carriera. Il racconto si sviluppa come un sereno reincontro con le proprie origini, intessuto di riflessioni e ricordi, che rievoca il mondo felice della giovinezza, trascorsa in un’agiata famiglia della borghesia ebraica modenese, e poi le peripezie subite a causa dell’andata al potere del fascismo e delle leggi razziste, l’emigrazione in Argentina, il ritorno in patria, la partecipazione da soldato alla nascita di Israele, il decennio nell’Inghilterra di Churchill e di Giorgio VI, l’ingresso definitivo nel giornalismo. Ritessendo la tela della propria formazione, itinerante di paese in paese, Levi riflette anche sulla fede, sui totalitarismi, sulla tragedia della Shoah, e in pagine di lucida e spesso sorridente saggezza consegna al lettore una penetrante lezione sul Novecento.

Manuel Disegni