“Vi racconto la gratitudine degli ebrei di Libia. Ecco perché vogliamo aiutare chi soffre”

Qualche mese fa, un aereo della sua compagnia che volava verso il Medio Oriente per portare il controvalore di centinaia di migliaia di euro in medicinali ai bambini di Sderot e di Gaza, aveva suscitato un’alzata di scudi da parte di chi non riusciva a comprendere il suo gesto. Ma per Walter Arbib non ci sono conflitti di interesse quando si tratta di aiutare gli altri. Ora si parla di nuovo di lui per gli aiuti che sta inviando alle popolazioni terremotate dell’Abruzzo. “Questo progetto è un’occasione speciale di esprimere la mia gratitudine per l’aiuto che l’Italia ha offerto a me e alla Comunità ebraica tripolina quando la Libia ha espulso gli ebrei dal Paese nel 1967» osserva Arbib, che quando fu costretto a lasciare il suo paese assieme a moltissimi altri ebrei aveva 26 anni.
«Abbiamo due possibilità nella vita, una è affrontare la realtà, l’ altra è distogliere gli occhi», aveva dichiarato qualche mese fa in un’intervista rilasciata al Portale dell’ebraismo italiano. E lui gli occhi non li ha distolti mai, perché dell’aiuto agli altri ha fatto la sua filosofia di vita. Walter Arbib, 67 anni di origini tripoline, è l’amministratore delegato di Skylink Air and Logistics, una società canadese con un fatturato di 330 milioni di dollari che collabora per conto di numerosi governi a missioni di aiuto in zone di emergenza in tutto il mondo. La sua flotta, oltre ai jet e agli elicotteri, vanta anche un enorme Antonov 124 capace di trasporti da 120 tonnellate e un’addestrata squadra di “good guys” i “bravi ragazzi”, operatori pronti a partire a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Il 5 giugno 1967, Arbib stava guidando la sua auto quando ascoltò alla radio che era scoppiata la Guerra dei Sei giorni e improvvisamente la sua vita cambiò. Con il pretesto del conflitto gli ebrei tripolini furono assediati nelle loro case. Al ricordo dei pogrom, delle case bruciate, dei beni confiscati, si associa quello dell’accoglienza che l’Italia offrì a centinaia di famiglie ebraiche che vivevano a Tripoli e, fra queste, alla famiglia di Walter.
“Io mi auguro che quelli della nostra età tramandino ai propri figli il senso della gratitudine per questo Paese. Quello che l’Italia ha fatto per noi non è una cosa scontata” osserva Arbib “Ricordo l’arrivo, e l’accoglienza. Non dobbiamo dimenticare mai che molti profughi ebrei hanno potuto ricostruirsi una vita grazie all’aiuto italiano”.
La permanenza di Arbib a Roma, durò poco tempo, si trasferì in Israele e nel 1988 in Canada dove fondò la SkyLink, ma una parte del suo cuore è rimasta qui in Italia “Mi considero equamente italiano, ebreo e canadese” dichiara con un senso di orgoglio “Quando ho sentito del terremoto in Abruzzo ho pensato che avevo finalmente l’occasione di fare qualche cosa, a nome degli ebrei tripolini, per questo Paese che nel ’67 ci aveva accolto, ma che sarebbe stato anche un modo per esprimere la gratitudine agli abitanti di Fossa per gli aiuti dati ad alcune famiglie ebraiche durante la persecuzione nazista”.
Da esperto del settore, Arbib, esprime anche il suo apprezzamento per il modo in cui il Governo italiano ha gestito l’emergenza terremoto: “Penso che in questa occasione Berlusconi e Bertolaso e tutto il governo abbiano dimostrato grande efficienza”, osserva Arbib e aggiunge “Far conoscere il cuore degli italiani è un altro dei miei scopi, qualche tempo fa ho organizzato qui in Canada con la collaborazione della Comunità italocanadese una serata in onore di Giorgio Perlasca, perché mi sembrava giusto far conoscere ai canadesi un uomo eccezionale che ha donato la sua vita per salvarne delle altre.”
Walter Arbib si definisce un israeliano-italiano-canadese. Ma osservandolo da vicino ci si rende conto che probabilmente è qualcosa di più. Un ebreo che è voluto diventare cittadino del mondo.

Lucilla Efrati

Nell’immagine in alto uno fra i tanti colli di aiuti umanitari destinati ai terremotati d’Abruzzo. Queste scatole portano i simboli dell’Abruzzo Earthquake Relief Found, della Comunità ebraica di Roma e del Congresso ebraico canadese.
“Un contributo concreto e allo stesso tempo un gesto simbolico”, afferma il presidente della SkyLink Walter Arbib, “per dimostrare la riconoscenza all’Italia di noi ebrei di Libia che siamo stati accolti al momento dell’esilio”. Il messaggio da parte della Comunità ebraica di Roma posto sulle confezioni destinate all’Abruzzo richiama invece il coraggio dimostrato dalla popolazione Abruzzese nel trarre in salvo alcuni perseguitati durante l’ultima guerra: “Al popolo d’Abruzzo, con affetto e stima ed eternamente grati per il coraggio dimostrato nei momenti tragici e bui dell’ultima guerra”.