L’“outing” degli ebrei: Un giornale per riaprire il dialogo
Firme prestigiose, interviste e un inedito di Primo Levi
100 mila copie
Il giornale sarà distribuito in tutta Italia
ROMA – Che si tratti di numero unico o di numero zero, e il dilemma non è del tutto risolto, per adesso sono centomila copie con l’obiettivo dell’otto per mille. L’Unione delle comunità ebraiche italiane ha deciso di raccontarsi così, con un tabloid full color di 48 pagine appena uscito e distribuito in questi giorni alla Fiera del libro di Torino (non chiamatelo giornale, il presidente Gattegna non gradirebbe, piuttosto dossier), destinato ad aprire il dialogo col mondo “esterno”.
Volete sapere chi siamo, quale storia millenaria ci portiamo dietro, ma anche magari come procedono i restauri della sinagoga di Pisa, quali festival ebraici si organizzano in giro per l’Italia, dal cinema, alla letteratura, alla musica klezmer, com’è andata che dopo aver desalinizzato l’acqua del Mar Rosso un’innovativa azienda hi-tech israeliana è poi riuscita a vendere ad Austria e Svizzera cannoni sparaneve realizzati nel deserto. Ci sono notizie, commenti, storie, personaggi, un testo inedito di Primo Levi sul ruolo dell’immagine nell’elaborazione del ricordo, un’intervista al direttore dell’Osservatore Romano Giovanni Maria Vian che dice «Non fratelli maggiori, fratelli e basta. Un cristiano non può essere estraneo all’ebraismo».
Prove di dialogo, dunque, e cambio di prospettiva in vista della scadenza della dichiarazione dei redditi. «Abbiamo deciso di stampare questo dossier destinato agli opinion leaders italiani, ma anche a chiunque voglia saperne di più – spiega Renzo Gattegna, presidente dell’Ucei, l’Unione delle comunità ebraiche italiane – per tentare una strada nuova. Basta con le paginate di pubblicità per chiedere agli italiani una firma per l’otto per mille, quest’anno saremo l’unica confessione ad evitare gli spot televisivi, peraltro carissimi. Questi soldi che lo Stato ci attribuisce servono per opere sociali, culturali, assistenziali e ci è sembrato contraddittorio usarli per promuovere noi stessi. Meglio allora provare a raccontare all’Italia chi sono gli ebrei italiani, da venti secoli parte essenziale della vita civile, sociale e culturale, ma spesso incompresi per pregiudizi e luoghi comuni. Che poi questa pubblicazione possa costituire lo spunto per lanciare in autunno il giornale nazionale dell’ebraismo italiano che stiamo progettando, perché no?».
E allora che queste Pagine ebraiche (uscite come supplemento della Rassegna mensile di Israel e realizzate dal portale www.moked.it, in italiano “messa a fuoco”) servano o meno ad innalzare la quota dei 3,7 milioni di euro ottenuti l’anno scorso con l’otto per mille, provenienti sia dai 35mila ebrei italiani che da “simpatizzanti”, l’importante è farsi conoscere. Puntando su temi diversi rispetto alla Shoah e al conflitto arabo-israeliano. «Ci saranno firme qualificate – aggiunge Guido Vitale, direttore responsabile del portale Moked, da cui derivano queste Pagine, nonché coordinatore del Dipartimento cultura e informazione dell’Ucei – che hanno fornito il proprio contributo gratuitamente, dal rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni alla storica Anna Foa, dal professor Sergio Della Pergola alla scrittrice Elena Loewenthal, e ancora Giorgio Israel, Ugo Volli, Vittorio Dan Segre. Da segnalare i disegni di Paolo Bacilieri e Giorgio Albertini, un racconto dello scrittore Alessandro Schwed, autore del libro “La scomparsa di Israele”, un ritratto di Jonathan Pietra, italiano campione della Nazionale di karate israeliana, che si è trovato a fronteggiare discriminazioni e pregiudizi oltre che avversari sportivi». Molti gli argomenti rivolti ai giovani, come ad esempio i siti di social networking stiano cambiando anche il mondo ebraico o l’intervista a Idan Raichel, il Peter Gabriel israeliano. Ma c’è spazio anche per temi più delicati, come un servizio intitolato “Un modello di outsourcing che avvicina arabi ed ebrei” su una società di software che costruisce il suo processo di pace assumendo arabi israeliani. L’otto per mille, come ricorda l’Ucei, è cultura, memoria, solidarietà.
Francesca Nunberg, Il Messaggero, 16 maggio 2009