Fumetto – L’Anna Frank di Bruxelles

Chi ha letto il diario di Anna Frank conosce il suo piccolo amore, Peter, di cui parla raccontando dei suoi ma anche dei sentimenti del ragazzo e di cui esprime, come una seria fidanzata, pregi e difetti, sogni e speranze che il suo amato dovrebbe perseguire. Questo rapporto ha ispirato una delle pagine del nuovo albo di Spirou dal titolo “Groom vert-de-gris”, ambientato durante l’occupazione nazista di Bruxelles, scritto da Yann e disegnato da Olivier Schwartz. Ma ha generato anche un “litigio” a distanza tra lui e Joann Sfar, che nel suo blog dopo aver svolto una interessante analisi sui fumetti che direttamente o indirettamente si occupano di nazismo, ha attaccato senza troppe mezze misure gli autori del nuovo episodio di Spirou. Il nodo della questione è l’immagine che vedete qui affianco, dove l’eroe bacia una ragazza che assomiglia ad Anna Frank. Non è mancata la risposta di Yann, che nella prestigiosa rivista Bodoi, intervistato da Laurence Saux ha spiegato la genesi del fumetto e chiarito alcuni punti che hanno sollecitato le critiche non solo di Sfar. La storia di Spirou è ambientata a Bruxelles durante l’invasione nazista. Non è perciò presente Anna Frank la ragazza che viene baciata da Spirou, anche se gli autori hanno giocato con richiami più o meno diretti a personaggi famosi. In realtà Yann spiega che si tratta di riferimento a Audrey Hepburn, nata a Bruxelles e vissuta in Olanda durante la guerra. Così come nel fumetto si possono trovare altri riferimenti ad autori di fumetti.
In realtà, se leggiamo con attenzione la critica di Sfar, possiamo rimanere colpiti dal linguaggio forte e aggressivo che ha ferito Yann, come si deduce dall’intervista che ha rilasciato, ma le argomentazioni di Sfar sono interessanti e aprono diversi spunti sulle problematiche che il fumetto affronta quando va a rappresentare figure storiche, cariche di drammaticità, proprio come può essere Anna Frank. Partiamo dal presupposto che, se anche Yann ha voluto rappresentare la nota
attrice inglese, in realtà ci ha stimolato subito a pensare alla Frank ambientando la scena in una soffitta.
Ecco cosa dice Sfar: “Ma quando Spirou entra per caso in una mansarda, vi incontra Anna Frank che, reclusa sfoggia la sua stella gialla, e quando supplica Spirou di dargli un bacio dove siamo? Siamo in un momento che combina in modo inaccettabile una visione caricaturale della donna, dell’amore, degli ebrei, della deportazione e del risveglio dei sensi. È in un momento come quello che si ha la sensazione di toccare vero antisemitismo.” Come ci siamo immaginati Anna Frank in tutti questi anni? Non era forse una ragazza di quindici anni? Ma quale adolescenza si può vivere nascosta, con il rischio sempre presente di essere deportata? Sfar sembra ferito dall’immagine femminile che viene proposta nel fumetto di Yann. E non dobbiamo dimenticare che lo stile di Olivier Schwartz è ironico, caricaturale ma elegante e pulito. Dove le donne sono sensuali nella loro fanciullezza espressiva. Questo disincanto forse ha spinto il noto fumettista francese ad alzare gli scudi contro questo fumetto. Yann si difende, ma dentro i nostri cuori forse, cerchiamo di difendere l’immagine che ci siamo dipinti di Annelies Marie “Anne” Frank, nata a Francoforte il 12 giugno del 1929 e morta a Bergen-Belsen il 31 marzo del 1945, poche settimane prima che il lager venisse liberato. E forse Yann non ha letto le indimenticabili parole di Natalia Ginzburg: “Di questa voce, noi serbiamo nella memoria la vibrazione fiduciosa e serena, la bontà coraggiosa che ha superato la morte”.

Andrea Grilli