moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

I Giochi del Mediterraneo e la condanna del Comitato degli italiani all’estero

Niente Israele, niente Giochi del Mediterraneo. Doveva essere questa la formula a sostegno della partecipazione d’Israele alla manifestazione sportiva che prenderà il via a Pescara il 26 giugno. Ma la classe dirigente dello sport italiano è mancata a un appuntamento storico. Il Comites – Comitato italiani all’estero d’Israele risponde così al rammarico espresso da Mario Pescante, presidente del Comitato organizzatore di Pescara 2009, per l’esclusione di Israele da questo prestigioso appuntamento internazionale che tanta amarezza ha suscitato nell’ebraismo italiano.
”Ai Giochi del Mediterraneo – aveva dichiarato Pescante – mancheranno due Paesi:
Palestina e Israele. Ci abbiamo provato a portarli, ma non siamo riusciti”. ”Due paesi –
aveva aggiunto il presidente del Comitato organizzatore presentando l’edizione 2009 dei Giochi – che non riescono ad incontrarsi, a parlarsi. E’ noto a tutti l’impegno del
ministro degli Esteri, Franco Frattini. Mi chiedo dunque come poteva fare lo sport a
riuscirci? Se non ce l’abbiamo fatta, non è colpa né di Pescara 2009 né dello sport”.
Tanto rammarico, ribatte il Comites Israele, è “ingiustificato”. “Fin dall’inizio dei Giochi, oltre 50 anni fa – si legge in una nota – Israele è stata esclusa a causa del veto e del ricatto dei paesi arabi all’interno del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, che è l’organo ufficiale che invita i diversi paesi a partecipare. Sarebbe
stato sufficiente, e molto più onesto e morale da parte dei paesi favorevoli alla partecipazione di Israele (e poi anche della Palestina) contrapporre un veto incrociato:
niente Israele, niente Giochi”.
“Una manifestazione con i soli paesi arabi, ma senza le potenze dell’Europa occidentale (Italia, Francia, Spagna) e i forti paesi balcanici (Croazia, Serbia, Grecia) – prosegue il Comites – avrebbe perso ogni valore sportivo. Il problema, chiaramente, non sono ‘Israele e Palestina che non riescono a parlarsi’. Questo è semplicemente falso: Israele e Palestina hanno intavolato numerose trattative, anche se non ancora coronate da successo. Il Presidente Abu Mazen parla con Israele, anche se Hamas lo contesta. Il vero problema è il ricatto dei paesi arabi e la vile acquiescenza della maggioranza degli altri paesi”.
Onore al merito invece per Frattini. “Riconosciamo all’amico ministro degli Esteri Franco Frattini una presa di posizione coraggiosa e trasparente – concludono infatti gli italiani d’Israele – Ma questo non è bastato. La classe dirigente dello sport italiano e
mediterraneo è mancata all’appuntamento, e questo è un fallimento imperdonabile”.