Intese e Otto per mille, qualcosa si muove

La Commissione Affari costituzionali della Camera ha definitivamente approvato, il 26 maggio scorso, le leggi concernenti integrazioni delle intese con la Tavola valdese e l’Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno.

La prima consentirà ai valdesi di partecipare – con riguardo al riparto della quota dell’8 per mille del gettito Irpef – all’ulteriore riparto delle somme risultanti dalle scelte inespresse assegnate in proporzione alle scelte effettuate dai contribuenti.

La seconda riguarda il riconoscimento da parte dello Stato della laurea in teologia e dei diplomi in teologia e in cultura biblica rilasciati dall’Istituto avventista di cultura biblica.

Se la Commissione Affari costituzionali ha proceduto all’approvazione delle leggi senza alcun ulteriore dibattito rispetto a quello già svolto, le attività in sede consultiva delle altre Commissioni offrono due spunti interessanti, uno per ciascuna legge.

Sull’integrazione dell’intesa con la Chiesa valdese relativa alla partecipazione al riparto anche delle scelte inespresse, la Commissione Bilancio ha riproposto, nel proprio parere, una questione già sorta durante l’esame al Senato, relativa alla copertura finanziaria del provvedimento. La questione nasce dal fatto che negli ultimi anni la quota dell’8 per mille di spettanza dello Stato è stata utilizzata anche per finanziare leggi di spesa, riducendo moltissimo (fino agli 80 milioni di euro per il 2009) la somma destinata agli interventi sociali ed umanitari. Si è così trasformata una somma comunque aleatoria in una copertura di spese a carattere pluriennale, con il rischio, oggi, che, subendo una decurtazione, seppure piccola, per l’ingresso della Tavola valdese tra le confessioni che partecipano al riparto anche delle scelte inespresse, non sia più in grado di coprire tali spese.

La Commissione Bilancio ha rilanciato tale preoccupazione, cavandosela – come ogni tanto succede – con una formula dal sapore di escamotage: ha espresso infatti parere favorevole sul provvedimento “nel presupposto che l’attribuzione alla Tavola valdese delle somme dell’otto per mille anche in relazione alle scelte inespresse non incida sulla quota delle risorse dello stesso otto per mille di competenza statale già destinate, a legislazione vigente, alla copertura di specifici provvedimenti legislativi”. La speranza è che il presupposto si riveli tale….

Sulla modifica dell’intesa con la Chiesa cristiana avventista ha invece espresso un parere favorevole la Commissione Cultura, al termine di un dibattito nel corso del quale il deputato del Popolo delle libertà Fabio Garagnani ha rilevato (cito dal resoconto sommario della seduta della Commissione Cultura del 26 maggio) “che il disegno di legge in esame privilegia eccessivamente una confessione religiosa, che non ha seguito sufficiente per un provvedimento di legge e una cultura adeguata per una facoltà teologica: si delegittima di fatto in questo modo la Chiesa Cattolica, largamente maggioritaria e presente da duemila anni nel nostro paese. Preannuncia, pertanto il proprio voto di astensione sulla proposta di parere presentata”.

Lascio al lettore qualsiasi commento.

Valerio Di Porto, Consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane