Giornale nazionale: priorità e occasione da non perdere

L’approvazione da parte del Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane aperto ai Presidenti di Comunità, che si è tenuto a Livorno lo scorso 15 marzo, del progetto di un giornale ebraico nazionale, capace di dare forza e risalto all’identità e alle idee di tutti gli ebrei italiani, nel rispetto delle autonomie locali, della pluralità delle opinioni e delle diverse identità di cui è composta la realtà ebraica italiana, ha suscitato in questi giorni numerose reazioni, interrogativi e persino indiscrezioni apparse su organi nazionali di informazione.
Ritengo utile diffondere queste brevi note sia per ringraziare tutti gli amici che hanno manifestato interesse nei confronti dell’iniziativa, sia per rispondere ad alcuni interrogativi che una novità così significativa porta inevitabilmente con sé, sia per rettificare alcuni dati del tutto distorti che sono stati diffusi.
Più precisamente, ritengo che sia necessario proseguire senza indugi sulla strada della realizzazione di un giornale ebraico nazionale che parli contemporaneamente agli ebrei italiani dovunque essi si trovino, nelle comunità maggiori o isolati nei luoghi più reconditi, e all’intera società italiana; che contribuisca a mantenere aperto il dialogo all’interno del mondo ebraico italiano e internazionale e verso la società civile di cui siamo parte integrante.
I principali obbiettivi che il giornale si propone sono di trovare ascolto fra gli italiani che per motivi culturali, professionali o politici sono chiamati ad assumere importanti decisioni (parlamentari, giornalisti, professionisti, esponenti del mondo della cultura e dell’economia) e di dialogare con le decine di migliaia di cittadini che ogni anno sottoscrivono l’opzione dell’Otto per mille, indispensabile fonte di finanziamento e garanzia di sopravvivenza e di autonomia delle realtà ebraiche italiane.
Sarebbe un grave errore continuare a ignorare l’esistenza delle migliaia di persone che ogni anno lanciano un tangibile segnale di presenza, di vicinanza e di amicizia e che esprimono un desiderio di partecipare e di sapere.
Al tempo stesso tale giornale non potrà svolgere lo stesso ruolo di altri organi di informazione comunitaria che si rivolgono alla cerchia degli iscritti di una specifica comunità per fornire loro informazioni e servizi insostituibili.
Si tratta di due realtà complementari, entrambe necessarie, che in ogni caso non devono e non possono escludersi a vicenda, ma solo completarsi e integrarsi.
Ferma restando l’utilità e la necessità di procedere su questa strada, rimangono da approfondire e da definire idee e potenzialità che, nella realizzazione pratica del progetto, potrebbero consentire una razionalizzazione delle procedure industriali, di produzione, di distribuzione e di raccolta pubblicitaria.
L’integrazione tra la comunicazione per via telematica e quella attraverso la carta stampata produrrebbe un immediato allargamento dei potenziali destinatari, annullerebbe le distanze e ridurrebbe drasticamente i tempi. Renderebbe possibile la creazione di una grande “community” di amici e sostenitori fra i quali sviluppare lo scambio e la circolazione delle idee e delle notizie. Costituirebbe un prezioso strumento capace di reagire con la vivacizzazione e con l’intensificazione degli scambi alla preoccupante tendenza discendente nel numero degli iscritti alle Comunità ebraiche. Sono infatti convinto che la principale possibilità di recupero sia legata alla creazione di una fitta rete di contatti capillari, possibile attraverso l’uso dei mezzi più moderni, che ci permetta di individuare e raggiungere, prima che sia troppo tardi, coloro che manifestano la tendenza ad allontanarsi.
Per tutti questi motivi, considero la realizzazione di questo giornale una priorità e un’occasione, forse irripetibile, che non può essere perduta.
Le finalità che il giornale dovrà perseguire sono così importanti che dal loro raggiungimento potrebbe dipendere la qualità del futuro che ci attende.

Renzo Gattegna, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane