Fumetto – Batman compie 70 anni, ma dietro il pipistrello c’è il Golem
Gotham City. È notte, una serata tranquilla, non si muova una foglia. Un giovane studente della DeWitt Clinton High School percorre la strada verso casa. Sono solo due isolati. Ma la strada è poco illuminata e negli ultimi mesi le rapine sono aumentate. Moise ha paura. Mantiene un passo veloce, poi senza che se ne possa accorgere è sbattuto dentro una strada chiusa. Due balordi gli puntano un coltello. La strada è buia. Credono che sia ricco, non hanno capito che è solo uno studente. Gli urlano addosso offese, gli puntano il coltello alla gola.
Poi un soffio di vento. Improvviso. I due balordi si fermano, per un istante. Niente. Riprendono le loro minacce che si fanno sempre più concrete. La lama è sulla giugulare. Quando…un altro rumore, sordo, secco, forte. I due uomini si gelano. Dietro di loro sentono un’ombra che si avvicina. Moise non può credere ai suoi occhi, il leggendario Golem è forse arrivato negli USA? E forse lì a New York per salvarlo?
I due uomini hanno sentito la voce di un Essere grande, forte, spaventosamente forte. L’ombra è sopra di loro. Sono paralizzati dalla paura. Moise sorride ora, spavaldo. Ma poi anche lui si gela. Non sembra un golem l’Essere che sovrasta tutti, come un gigante invincibile. Sembra un mostro, un pipistrello, forse un vampiro. No. No.
L’essere vestito di nero, con una maschera da pipistrello, afferra i due balordi che si giocano l’ultimo alito di energia cercando di scappare. E’ un istante. Poi niente. Sono a terra legati.
L’essere guarda Moise poi via su per i tetti. Il Golem è tornato,ma ha un vestito da pipistrello, è Batman.
Non sapremo mai se questo era un pensiero degli autori di uno dei personaggi più longevi del fumetto statunitense. Però era nei ricordi e nelle storie raccontate ai bambini di un Essere di terra, e il più famoso è quello creato dal rabbino Judah Loew ben Bezalel a Praga, per difendere gli innocenti dagli antisemiti. E Batman sembra proprio raccogliere le caratteristiche del mitico Essere di Praga.
Creato da Bob Kane, vero cognome Khan, e Bill Finger, due ragazzi ebrei del Bronx, esordì nel numero 27 della rivista Detective Comics nel 1939 e proprio quest’anno si festeggia il settantesimo anniversario. In Italia sarà l’editore Cino De Luca a pubblicarlo fino alle più recenti edizioni della De Agostini-Planeta, braccio fumettistico e spagnolo della multinazionale italiana De Agostini.
Batman è in realtà Bruce Wayne, giovane miliardario orfano dei genitori uccisi da una delle nemesi più riuscite della serie, il Jocker.
Il nostro pipistrello è sempre stato studiato tradizionalmente secondo alcuni schemi che fanno risalire l’origine dei supereroi dalle riviste pulp degli anni Trenta e da un serie di eroi come The Shadow, noto alla radio per la sua risata che intimidiva i criminali e soprattutto per la voce di Orson Welles.
Lo stesso Kane cambiò a diciotto anni il suo cognome e per quasi tutta la vita negò le sue origini ebraiche. Sia Kane che Finger hanno frequentato la stessa scuola, DeWitt Clinton High School, insieme a un altro signore, Stan Lee, creatore dell’interno universo della Marvel.
Difficile dire se in quella scuola ci fosse un portale aperto verso il mondo della fantasia e della creatività, di cosa fantasticassero quei ragazzi ebrei, provenienti da tutto il mondo che si incontravano lì a studiare.
Esistono però diverse somiglianze ed elementi in comune tra il mitico Golem e Batman, tanto da far pensare che gli echi di antiche leggende e storie raccontate in famiglia abbiano avuto l’effetto di stimolare i due autori. Entrambi hanno famiglie incompiute, il Golem è una creazione di un rabbino, Bruce è cresciuto dal maggiordomo; entrambi combattono preferibilmente di notte; entrambi difendono gli innocenti, entrambi cercano la “pace”, cercano di colmare l’ingiustizia del mondo. E per contrasto se il Golem non pecca per intelligenza, Batman è uno degli uomini più intelligenti della Terra.
Kane nella sua biografia racconta che “le strade erano un melting pot composto da differenti gruppi etnici e spesso ogni nazionalità era l’una contro l’altra. Per sopravvivere, se uno era solitario come me, doveva aderire a una banda del quartiere”.
Forse è una forzatura e forse la storia di Batman risiede veramente nella mitica voce di Orson Welles, ma nell’inconscio più profondo, dove risiedono le nostre paure più ancestrali, alberga anche il nostro ancestrale ricordo di salvezza e non è detto che Bob Kane e Bill Finger, che avevano sentito quelle storie di Golem, di Sansone e di Mosè in Sinagoga come in famiglia, abbiano soddisfatto involontariamente quel desiderio di giustizia e di salvezza frustrato da una vita di quartiere molto competitiva.
Andrea Grilli