Per Gilad, per Jonathan e per tutti i ragazzi d’Israele

L’Espresso” di questa settimana racconta di Jonathan Pietra e riprende a modo proprio uno dei servizi apparsi sulla pubblicazione “pagine ebraiche” curata dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Fa sempre piacere essere apprezzati. Ma ancora di più fa piacere aggiungere un granello di conoscenza alla realtà di Israele. Ogni giorno continuiamo ad averne nuove dimostrazioni di quanto sia importante riaffermare i motivi della democrazia israeliana. Facciamolo raccontando anche di due ragazzi d’Israele. Dai momenti di altissima emozione che hanno visto i genitori di Gilad Shalit a Roma ricevere la cittadinanza onoraria in Campidoglio per il figlio ostaggio dei terroristi, alla vicenda di Jonathan Pietra, l’italiano campione d’Israele tenuto lontano dalle gare di Pescara dei Giochi del Mediterraneo cedendo al ricatto di regimi che hanno voluto sporcare la competizione sportiva con il razzismo e la discriminazione. Attendiamo il ritorno di Gilad, facciamo il tifo per gli atleti negati, raccogliamo continue dimostrazioni, nuovi promemoria per i distratti. La libertà d’Israele nessuno ce l’ha regalata. E’ una conquista da difendere giorno per giorno.

gv

ATLETA DEL DIALOGO

Ha sperimentato sulla propria pelle il peso della discriminazione. E oggi tocca a lui, atleta rifiutato perché israeliano, raccontare al mondo il volto reale d’Israele. Jonathan Pietra (primo in piedi a sinistra, insieme ai compagni della squadra israeliana di Karate) è stato infatti chiamato dal Ministero degli affari esteri israeliano a far parte della ristretta taskforce a cui quest’anno è stato affidato il compito di sfatare pregiudizi e stereotipi sul paese. “All’estero — spiega Jonathan — la gente è convinta che Israele s’identifichi con la guerra e con la questione palestinese. Noi vogliamo mostrarne la capacità d’accoglienza e la vivacità culturale”. Tra i primi appuntamenti in scaletta, il Gay pride di Tel Aviv che si tiene a giugno nel quadro delle manifestazioni per i cent’anni della città. A prendervi parte la taskforce ha invitato un gruppo di gay, lesbiche e transgender stranieri. Un’occasione per toccare con mano l’effervescenza della “città bianca”, ormai divenuta una delle capitali del divertimento mondiale. E mostrare a chi nel proprio paese sconta il peso dell’intolleranza quell’incredibile mix di genti e culture che in Israele vivono fianco a fianco.

Nome Jonathan Pietra
Nato 5 aprile 1982 Milano
Paese Italia/Israele

– Studia alla scuola elementare ebraica di Milano e alla scuola Lubavitcher.
– Maturità al liceo di Renana.
– Laurea in antropologia e sociologia all’Università di Tel Aviv.
– Nel 2002 entra a far parte della Nazionale israeliana di Karata.
– Nel 2003 primo postonel campionato nazionale categoria fino ai 65 chili.
– Nel 2005 partecipa agli europei di Tenerife.

– Dopo il servizio militare in Israele lavora alla Divisione Internazionale marketing Coca cola

pagine ebraiche, 29-30 maggio 2009