I Giochi della discriminazione si chiudono tra indifferenza, polemiche e scontento

Sarà un grande beach party a chiudere oggi i Giochi del Mediterraneo in una festa che, enfatizza il sito internet della manifestazione, coinvolgerà l’intera città in una sorta di notte bianca. Ma Pescara pare salutare l’evento con una sostanziale indifferenza. Nemmeno le polemiche per l’esclusione d’Israele dalla manifestazione che hanno segnato l’avvio dei Giochi sembrano aver lasciato tracce degne di nota nell’opinione pubblica locale.
Non a caso oggi Il Centro, il quotidiano locale più importante della zona, apre con la
notizia delle scosse di terremoto che ancora in questi giorni hanno spaventato le
popolazioni aquilane. E poi spazio al G8 che arriva con il suo bel carico di dubbi e
incertezze mentre lo scontento della gente aumenta giorno per giorno. Solo al centro
pagina una foto delle atlete italiane vincitrici.
Gli abruzzesi sembrano comunque aver gradito gli eventi sportivi. Ad assistere, un
pubblico di tutte le età con molti giovani, famiglie, appassionati di tutti i tipi. Il livello atletico è stato di gran valore sia con la presenza di atleti di livello internazionale, già premiati alle ultime Olimpiadi, sia con l’impegno e i risultati di chi per la prima volta affrontava una competizione di questo rilievo.
A Giochi in corso si sono registrate le consuete lamentele per i blocchi della circolazione, per l’eccessivo traffico e per la scarsa informazione. Ma nulla di più. Ci
si chiede piuttosto cosa rimarrà dopo un evento internazionale di questo tipo. Gli spazi
sportivi rimodernati? Un villaggio olimpico per l’università di Chieti? Uno stadio
Adriatico che sembra non tenga bene la pioggia? E i turisti dov’erano?
Da domani sarà tutto finito. Questi giorni hanno riempito temporaneamente le tasche dei commercianti. E poi? Dopo ci sono il G8 dell’Aquila e i terremotati mentre i Giochi del Mediterraneo si avviano verso un’altra sede che ci si augura possa rilanciare il messaggio universale di pace e fratellanza alla base di quest’importante appuntamento sportivo. La speranza è che a Volos, la città greca che ospiterà i Giochi nel 2013, possano partecipare davvero tutte le nazioni affacciate su questo mare nostrum che ancor oggi così spesso divide anziché unire i popoli.

Andrea Grilli