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Dopodomani con il digiuno del 17 di Tamuz ha inizio quel periodo di lutto di 21 giorni culminante nel digiuno del 9 di Av. La Tradizione indica nel 17 di Tamuz il giorno in cui ebbe inizio l’assedio di Gerusalemme che si concluse il 9 di Av con la distruzione della città e del suo Tempio. Ma sempre al 17 di Tamuz, di molti secoli prima, vi fu un’altra distruzione, quella delle prime Tavole del Patto da parte di Moshè quando vide che il popolo adorava il vitello d’oro. Secondo un’interpetazione rabbinica non si trattò di un vero atto di rottura, ma le Tavole del Patto, il cui peso è stimato come insostenibile in una situazione ordinaria, caddero dalle mani di Moshè che non ne sopportò più il peso reale quando prese atto della confusione idolatrica che aveva irretito il suo popolo. Se è vero che la pietra delle Tavole si sgretolò, come del resto lo fu per le mura del Tempio, le lettere della Torà, aggiunge straordinariamente il Midrash, volavano verso l’alto. Una storia davvero significativa e rappresentativa di una certa nostra situazione. Quando i contenuti volano in alto trasformandosi in mere astrazioni poetiche e celestiali, i contenitori, divenuti vuoti, si trasformano in un fardello troppo pesante da sostenere. Contenitori svuotati che cadono di mano anche a persone forti come Moshè.

Roberto Della Rocca, rabbino