Una Giornata particolare Intervista a Ortona
La riscoperta del Sud, dove l’ebraismo sperimenta in questi anni un’importante rinascita. E il racconto gioioso di quella vita ebraica che percorre da secoli la storia e il tessuto sociale del nostro Paese. La decima edizione della Giornata della cultura ebraica secondo Yoram Ortona, consigliere Ucei delegato alla manifestazione, si giocherà tra questi due crinali armonizzando novità e tradizione, presente, passato e futuro in un evento che di anno in anno ottiene un sempre maggiore riscontro da parte del pubblico. “La Giornata della cultura ebraica – spiega – riscuote in Italia un crescente interesse e partecipazione da parte della cittadinanza che rappresentano senz’altro il migliore antidoto contro l’antisemitismo e l’intolleranza. Lo testimonia l’affluenza ai siti ebraici e alle iniziative promosse per l’occasione ma anche l’elevato numero delle località ormai coinvolte”.
Quest’anno i centri che partecipano sono 59. Assai più numerosi delle Comunità ebraiche italiane.
Quasi il triplo, visto che le Comunità ebraiche sono oggi 21. Proprio per questo la Giornata della cultura ebraica è diventata in Italia qualcosa di molto particolare, grazie al coinvolgimento di tantissime località che nel nostro territorio conservano memorie importanti di vita ebraica pur in assenza di strutture comunitarie.
Come si è raggiunto quest’obiettivo?
Il merito va ai numerosissimi volontari che ogni anno dedicano tempo ed energie preziose alla riuscita dell’evento. A loro va il mio più sentito ringraziamento. Senza il loro apporto la manifestazione non sarebbe possibile e soprattutto non sarebbe stato possibile diffonderla fino a questo punto. Sono infatti i volontari a garantire gli aspetti organizzativi e di offerta culturale sia nelle Comunità ebraiche sia nei tanti luoghi dove non vi è più una presenza ebraica. Un altro doveroso ringraziamento va alle autorità e alle amministrazioni locali che contribuiscono all’iniziativa e si fanno parte attiva nella sua promozione.
Questa decima edizione vede tra l’altro l’arrivo di un ulteriore patrocino.
All’alto Patronato del Presidente della Repubblica e al patrocinio del ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca e del ministero per i Beni e le attività culturali e del ministro si è aggiunto quest’anno il patrocinio del ministero per le Politiche europee. Un segnale significativo del valore sovranazionale dell’evento.
La novità di quest’anno riguarda il Sud. La città capofila della Giornata della cultura ebraica sarà Trani dove si aprirà il primo Festival di cultura ebraica “Negba – Verso il Mezzogiorno” che coinvolgerà anche altri centri pugliesi. Quale significato riveste quest’iniziativa per il mondo ebraico italiano?
La rinascita delle antiche comunità ebraiche del Mezzogiorno, come Trani e Sannicandro, è un fenomeno esiguo dal punto di vista numerico ma può essere interpretato come un segnale di un vigoroso e palpabile sentimento dello spirito ebraico che vuole e può recuperare il tempo perduto. Tante famiglie e tanti individui vanno riscoprendo il loro legame con l’ebraismo, la cultura ebraica, l’identità e le loro tradizioni. Non c’è occasione migliore della Giornata europea della cultura ebraica per riflettere su questa vicenda appassionante e comunicare alla cittadinanza cosa significa essere ebrei oggi in un paese come l’Italia dove l’ebraismo vanta una presenza secolare.
Daniela Gross