Giornata della cultura ebraica Da Trieste un messaggio d’accoglienza
Trieste città di confine, che da sempre ha fatto della multiculturalità il proprio punto di forza, rilancia, in occasione della Giornata europea della cultura ebraica, un forte messaggio nel nome della accoglienza e della solidarietà tra i popoli. Saranno infatti questi i temi al centro del ricco programma presentato in una conferenza stampa al Palazzo del Municipio.
L’evento, che declina il tema nazionale delle feste e tradizioni, focalizzandosi sulla conoscenza e l’accoglienza dell’altro, proporrà tra il 5 e il 6 settembre, una serie di iniziative di approfondimento religioso, artistico e culturale. A organizzare le manifestazioni, la Comunità ebraica di Trieste con l’Associazione WeDoCare, la collaborazione della Fondazione Glocal Forum Italy e della Cattedra Unesco Giovanni XXIII sul pluralismo religioso e la pace, il sostegno di Regione, Provincia, Comune, Camera di Commercio e il coinvolgimento di altre minoranze e comunità religiose, parte integrante dell’identità cittadina.
“Trieste deve molto alla Comunità ebraica, che ha avuto un ruolo fondamentale nel suo sviluppo – spiega il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza – La Giornata europea della cultura ebraica diventa così un’occasione non soltanto per celebrare questo contributo, ma anche per dimostrare come Trieste sia capace di rappresentare un vero e proprio laboratorio di convivenza, crogiuolo di razze e popoli”.
La propensione all’accoglienza della città si intreccia quindi a quella insita nella tradizione ebraica, in cui la parola acher , “l’altro”, contiene la parola ach, “fratello”, a delineare il leit motiv delle iniziative in programma nella Giornata della cultura.
“Quest’anno la Giornata europea della Cultura ebraica celebra il suo decimo anniversario –dice il presidente della Comunità ebraica di Trieste Andrea Mariani – Da sempre questa iniziativa riscuote un grande successo sia a livello nazionale che locale. La novità da evidenziare in questa edizione è la condivisione tra la Comunità ebraica, il Comune, la Provincia di Trieste e la Regione Friuli Venezia Giulia nel promuovere e sostenere un programma articolato che coniuga sia il profilo dell’evento, sia il significativo contenuto delle diversità religiose caratterizzanti la ricchezza esemplare della triestinità”. “La volontà comune – conclude Mariani – è di segnare una fondamentale tappa nella prospettiva di una visione futura aperta; un impegno collettivo all’ottimismo, soprattutto per quanto riguarda il senso di giustizia, di progresso, di tolleranza e di dignità per tutti gli esseri umani.”
La manifestazione si aprirà con una celebrazione pubblica dell’Havdalah, momento che segna l’uscita dello Shabbat, sabato 5 settembre alle 20.32, alla presenza delle autorità religiose e cittadine in piazza Giotti, davanti alla Sinagoga.
L’evento proseguirà domenica 6 settembre con una preghiera ecumenica guidata dalla Chiesa Serbo Ortodossa con il coinvolgimento di tutte le comunità cristiane della città, e un dibattito sul tema dell’accoglienza e della convivenza. Tra le personalità di spicco Haim Baharier, uno dei principali studiosi di ermeneutica biblica e di pensiero ebraico in Italia; Amfilohije Radovic, metropolita di Crna Gora e Primorje, assoluta figura di riferimento della Chiesa Ortodossa e l’antropologo Marco Aime. La rassegna si chiude alle 21 in piazza Giotti, con un concerto di grande qualità ed eleganza, che ha lo scopo di fondere culture, religioni, sonorità, con musiche ebraiche, macedoni, jugoslave, arabe, a cui partecipano l’israeliano David D’Or, Bilja Krstic, il Dragan Dautovski Quartet e Miriam Tukan.
A latere dell’evento, infine, sarà possibile visitare due mostre, ospitate nei luoghi ebraici della città. Al Museo ebraico Carlo e Vera Wagner, di via del Monte 7, la mostra fotografica a cura di Yad Vashem, dal titolo Besa, un codice d’onore – Albanesi e musulmani che salvarono gli ebrei dalla Shoah. Il Museo della Shoah di Gerusalemme documenta la straordinaria vicenda che negli anni della seconda guerra mondiale vide la popolazione albanese musulmana proteggere e mettere in salvo dallo sterminio oltre duemila ebrei in nome di un antico ideale d’accoglienza e solidarietà (aperta poi fino al 15 ottobre).
Nella Sinagoga di piazza Giotti, invece, è ospitata la mostra Memorie di pietra: una carrellata di fotografie d’epoca inedite a ricostruire la Trieste ebraica cancellata dallo sventramento edilizio degli anni Trenta. Immagini tratte dalle collezioni di Claudio Ernè e Fulvio Rogantin (fino all’8 novembre).
Rossella Tercatin