Qui Firenze – Prove di dialogo tra sportivi israeliani e palestinesi

Firenze dà la disponibilità, prendendo esempio dall’insegnamento di La Pira, il sindaco del dialogo tra i popoli, ad essere città al servizio della pace”, ha recentemente affermato Matteo Renzi (nella foto a fianco), sindaco di Firenze, in occasione di una manifestazione a sostegno dei dimostranti iraniani. Non c’è dunque da stupirsi che, non solo la questione iraniana, ma anche la soluzione del conflitto israelo-palestinese, sia stata al centro di molte iniziative che si sono svolte in città negli ultimi mesi. L’ultima in ordine di tempo è stata “Dialoghi in rete”, una due settimane di lavori organizzata dalla Provincia di Firenze e dall’Arci, l’Associazione Ricreativa e Culturale Italiana. Il progetto ha coinvolto ragazzi provenienti da Israele, Palestina e provincia di Firenze e ha visto la collaborazione di Al Tariq, organizzazione non governativa palestinese che ha costruito di una rete di soggetti, israeliani e palestinesi, impegnati nella ricerca del dialogo. Quali sono le finalità del progetto? “Dialoghi in rete” ha permesso ai ragazzi, che si erano precedentemente conosciuti on-line, di incontrarsi e di progettare un blog dove, nei prossimi mesi, scriveranno le proprie opinioni sul conflitto mediorientale, cercando di abbattere il muro dell’intolleranza. Non basterà quest’incontro per fare cessare le ostilità in Terra Santa, ma è comunque un significativo, anche se piccolo, passo per una soluzione non violenta del conflitto.

A Firenze, l’idea di fare incontrare ragazzi palestinesi e israeliani, non è una novità. Nel gennaio scorso la Pool Firenze Basket, la società di pallacanestro cittadina, ha organizzato, con l’intento di iniziare il nuovo anno sotto il segno della fratellanza, la manifestazione “Brothers in basketball”, durante la quale le squadre giovanili dell’Hapoel Ironi Kiryat di Haifa e i palestinesi del CWB di Gerusalemme si sono sfidate sul campo di pallacanestro del palazzetto dello sport del capoluogo toscano. L’incontro, che ha visto uscire vittoriosa la squadra israeliana, ha avuto un fortissimo valore simbolico. Le immagini dei ragazzi che, finita la partita, si sono stretti la mano e si sono abbracciati, hanno infatti fatto il giro del mondo, suscitando una forte emozione nell’opinione pubblica internazionale. Soprattutto in considerazione del fatto che le foto sono scattate negli stessi giorni in cui era in atto l’operazione militare “Piombo fuso” e migliaia di razzi Qassam si abbattevano sulle case di Sderot e dintorni.
Non israeliani e palestinesi, ma comunità ebraica e islamica di Firenze sono invece al centro di una campagna di sensibilizzazione promossa dall’Assessorato all’Istruzione fiorentino e rivolta ai giovanissimi. Un capitolo del volume “Le chiavi della città”, pubblicazione destinata ai ragazzi delle scuole elementari e medie, è infatti dedicata ai luoghi di studio e preghiera delle due comunità religiose, con l’intento di dare un contributo alla crescita dei ragazzi in una società che, giorno dopo giorno, diventa sempre più multiculturale. Dell’organizzazione e della preparazione del materiale didattico si è occupata anche Daniela Misul, presidente della Comunità Ebraica di Firenze.

Adam Smulevich