Dudu Topaz, celebre presentatore israeliano, muore suicida in carcere
Tragedia nel mondo dello spettacolo israeliano. David Goldenberg, in arte Dudu Topaz, celebre presentatore televisivo, si è infatti tolto la vita nella giornata di ieri nel carcere di Ramla. Topaz era stato arrestato nel mese di maggio, dopo aver confessato di avere pagato alcune persone per minacciare il suo agente, la produttrice e l’amministratore delegato del canale televisivo in cui lavorava. Colpevoli, secondo Topaz, di avere cancellato dal palinsesto televisivo il suo programma. Una carriera, quella del presentatore, che si stava avvicinando al declino, dopo che era stato uno dei volti più celebri della televisione israeliana. Nato ad Haifa nel 1946, aveva studiato recitazione a Londra. Tornato in Israele, dopo completato il servizio militare, aveva iniziato la carriera di attore in un teatro della sua città natale. La prima esperienza televisiva di Topaz fu la partecipazione ad un programma educativo, nel quale insegnava la grammatica inglese ai telespettatori. Dopo il successo ottenuto grazie ad alcuni sketch comici trasmessi nelle televisioni locali, divenne noto al grande pubblico all’inizio degli anni Ottanta, quando gli fu affidata la conduzione di uno show sul Canale 1. La consacrazione definitiva avvenne nel decennio successivo, grazie al programma di intrattenimento “Rashut Habidut”, considerato uno degli show di maggior successo nella storia della televisione israeliana. Nel 1981 aveva destato scalpore nell’opinione pubblica un suo intervento durante una manifestazione del partito laburista a Tel Aviv (nella piazza che sarebbe poi diventata Kikar Rabin). Topaz, rivolto alla folla, si era detto contento di non vedere in mezzo ai manifestanti persone provenienti dall’Europa dell’Est. Una provocazione, si sarebbe giustificato successivamente. Anche se non era più in televisione da un paio di anni, era ancora molto amato dal pubblico israeliano. Si sarebbe potuto accontentare di vivere una vecchiaia serena e priva di preoccupazioni economiche, ma non riusciva a vivere lontano dai riflettori. “Era malato di narcisismo”, secondo i suoi detrattori. Così ieri mattina alle sette è stato trovato dalla guardia carceraria, impiccato alla doccia della prigione, l’unica zona dell’istituto penitenziario non sorvegliata da telecamere. Il guardiano, una volta scoperto il corpo senza vita, ha chiamato lo staff medico del carcere, che ha provato inutilmente a rianimarlo per più di un’ora. Non si trattava del primo tentativo di suicidio per Topaz, che aveva già provato ad uccidersi all’inizio del mese di giugno, quando si era iniettato nelle vene una dose eccessiva di insulina. Il direttore della prigione aveva allora deciso di spostarlo in una cella di massima sicurezza, sorvegliata notte e giorno. Ma è stato inutile. Sconvolto il fratello di Topaz, al quale è toccato il triste rito del riconoscimento del corpo del defunto. “Ero andato a trovarlo ieri. Stava male, come al solito. Ma non sembrava che avrebbe cercato di uccidersi nel giro di poche ore.” Molto polemiche le dichiarazioni di Zion Amir, avvocato del presenttatore: “Avrebbe dovuto essere rinchiuso in un ospedale o in un istituto psichiatrico, non in prigione. L’avevo detto anche ai giudici che lo stavano processando, la sua vita in carcere sarebbe stata in forte pericolo”. Un indagine sulle cause del decesso (anche se non ci sono molti dubbi che si tratti di suicidio) è stata immediatamente predisposta.
Adam Smulevich