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Il Tribunale amministrativo del Lazio e la laicità nella scuola

Il Tribunale amministrativo del Lazio ha accolto i due ricorsi presentati da varie associazioni e confessioni religiose, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane compresa, riguardanti i crediti scolastici per l’ora di religione cattolica, l’unica che si insegna nella scuola pubblica, e la partecipazione “a pieno titolo” agli scrutini da parte degli insegnanti di questa materia.
Assai espliciti diversi passaggi della sentenza 7076/2009 : “violazione dei diritti di libertà religiosa e della libera espressione del libero pensiero”, “forma di discriminazione, dato che lo Stato italiano non assicura identicamente la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni ovvero”, passaggio altrettanto assai opportuno,”per chi dichiara di non professare alcuna religione in Etica Morale Pubblica”, affermazione secondo la quale lo Stato “non può conferire a una determinata confessione una posizione dominante” e così via dicendo.
Impressiona positivamente il crescendo di pronunciamenti che si ispirano alla laicità dello Stato, virtù che se applicata pienamente consentirebbe a tutti di vivere il proprio credere o non credere nella libertà e nel rispetto reciproco, cittadini tutti uguali come li vuole la Costituzione, mentre preoccupa la distanza che viene sempre più marcata con la politica, trasversalmente intesa e fatte le poche e varie eccezioni del caso, assopita su questi temi sacrificati evidentemente sull’altare di presunti interessi elettorali.
Spetta però anche a noi di attivarci affinché questo vento aiuti la società italiana a migliorare, senza alcuna necessità di ergere barricate, ma anzi per perseguire un modello di società aperta del quale beneficiare tutti.

Gadi Polacco, Consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane