profezia…
Nelle letture della Torà dei sabati trascorsi c’è stata una insistenza sul tema della profezia: bisogna ascoltare i profeti, ma attenzione, ci possono essere anche falsi profeti, quindi quello che conta non sono i miracoli che fanno, ma quello che dicono e se quello che dicono si avvera (la tradizione successiva dice che contano solo le promesse di benedizione). L’antica società ebraica, con tutti i suoi problemi, era strutturata in modo di avere una divisione equilibrata di poteri e forme di controllo, di cui la profezia rappresentava il modo più genuino. Dovevano essere controllati re e giudici, ma anche gli stessi detentori del potere religioso e neppure i profeti potevano essere incontrollati. Tra le tante cose che abbiamo perso c’è la profezia, inattiva da circa 25 secoli. Mentre uso e abuso del potere civile e di quello religioso, al nostro interno e ovviamente anche fuori, sono fenomeni costanti. Verrebbe da dire: “ridateci i profeti”. Ma chi li starebbe a sentire?
Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma