Gattegna: Trani, bentornati a Sud

La decima edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica costituisce un appuntamento per farci conoscere in tutta Europa e per far conoscere la nostra storia e la nostra cultura. Noi ebrei italiani oggi, dopo oltre 60 anni di vita in un paese libero e democratico, sentiamo di poter offrire alla vita civile del Paese un ulteriore contributo che deriva dalla nostra storia e dalla nostra esperienza, come minoranza che è riuscita a realizzare una completa integrazione senza perdere la propria cultura, le proprie tradizioni e i propri specifici valori. Il nostro contributo non può che essere quello di lavorare, non in solitudine, ma insieme uniti a tutti coloro che in Italia aspirano a realizzare una società moderna e un futuro migliore attraverso l’impegno a capire le differenze e a valorizzare le diversità, come fonti di reciproco arricchimento.
Come città capofila quest’anno la nostra scelta è caduta su Trani perchè questa città è diventata il simbolo e la sede della riscoperta dell’importanza e del valore dell’antica presenza ebraica, sia in Puglia che in tutto il meridione d’Italia. Inoltre proprio intorno alla Scolanova di Trani si è costituito un piccolo ma vivace nucleo che sta ricreando una forma di vita ebraica organizzata.
Questa X° edizione della Giornata ha una caratteristica del tutto originale che consiste nell’abbinamento, che abbiamo fortemente voluto, con un altro grande evento che coinvolge tutta la Regione Puglia, il Festival della cultura ebraica. Abbiamo così voluto onorare un impegno che avevamo assunto più di un anno fa e che è finalizzato a sottoporre all’attenzione degli storici e degli studiosi, ma soprattutto a rendere evidente a tutti che la Puglia, storica terra di approdo per i naviganti provenienti dal Meridione e dall’Oriente, vide nascere e svilupparsi le più antiche e prestigiose Comunità Ebraiche e le più illustri scuole che poi dalla Puglia hanno diffuso, sia in Italia che all’estero, quei valori e quei principi che oggi vengono riconosciuti come costituenti della civiltà europea. Desidero ringraziare tutte le autorità che hanno sostenuto e incoraggiato questa nostra iniziativa, e in particolare il Sindaco di Trani e l’assessore alla cultura dott. Lovato per la costante collaborazione e amicizia che manifestano, e i rappresentanti dei Comuni di Andria, Bari, Lecce, Oria, Otranto e San Nicandro, che hanno risposto positivamente al nostro invito a partecipare a questo evento.
Questa iniziativa è stata possibile anche grazie alla stretta e fruttuosa collaborazione tra l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e la Regione Puglia e in particolare con il Presidente, Nichi Vendola, e con l’Assessore al Mediterraneo, Silvia Godelli, che ringrazio vivamente e dei quali ho apprezzato la grande competenza e l’eccezionale apporto, sia personale che istituzionale.
Un saluto particolare e affettuoso voglio rivolgerlo agli ebrei di Trani e di tutta la Puglia, e al gruppo degli amici di San Nicandro Garganico, che sono qui presenti in gran numero.
Ora sento l’esigenza di rendervi partecipi di qualcosa che, nella sua semplicità, rende l’idea dello stato d’animo e dei sentimenti che sono emersi durante i nostri incontri con le autorità e con la gente della Puglia.
Quando siamo arrivati ci aspettavamo di sentirci dire “benvenuti”. Ebbene, non è stato così, tutti hanno usato un’altra espressione molto più bella, potente e piena di significato “BENTORNATI”.
Come se tutti aspettassero questo nostro ritorno! Come se tutti volessero evidenziare la ricostruzione di una saldatura tra passato, presente e futuro! Come se per tutti, nonostante i 500 anni di lontananza, fossimo di nuovo di casa! E’ veramente difficile resistere alla commozione di un’accoglienza che, proprio per la sua semplicità, evidenzia nobiltà d’animo, profonda cultura, raffinatezza di sentimenti. A nome delle Comunità ebraiche voglio assicurarvi che il vostro prezioso messaggio è stato recepito con gioia. La nostra separazione non fu voluta, ma fu imposta da forze esterne e da noi subita. Il distacco da questa terra fu causa di dolori e di lutti e produsse per tutti solo un impoverimento civile e culturale.
Facciamo in modo che questa giornata segni l’inizio di una nuova fase di vita in comune, nella pace e nella reciproca comprensione, dalla quale possano rifiorire civiltà, cultura, lavoro, arti e scienze.

Trani, 6 settembre 2009

Renzo Gattegna, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane