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Giornata della Cultura Ebraica – Qui Asti Un successo inaspettato

La Giornata della Cultura Ebraica ad Asti è stata sicuramente un successo come testimoniano le parole di Paolo De Benedetti, docente di Giudaismo presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano e di Antico Testamento presso gli Istituti di scienze religiose delle università di Urbino e Trento, membro della commissione ecumenica e per il dialogo interreligioso della diocesi di Asti. “E’ stata una sorpresa molto positiva, non mi aspettavo così tanta gente” racconta il professore “ la sinagoga era gremita; sono entrate oltre trecento persone ed era difficile muoversi”. Percorrendo le vie dell’antico ghetto ebraico, la Contrada degli israeliti e via San Bernardino, i visitatori hanno potuto rivivere e scoprire la storia di una comunità quasi completamente scomparsa, ma che ha lasciato un’impronta indelebile sulla città. La sinagoga, palazzo Ottolenghi, il Teatro Alfieri e palazzetto Artom sono i punti di riferimento dell’evento e rappresentano una testimonianze della presenza ebraica nella città piemontese. Come sempre la storia non è fatta solo di luoghi ma anche di persone e, come ricorda il professor De Benedetti: “Nell’ebraismo è fondamentale ricordare i nomi, basti pensare ai primi versi dell’Esodo “Questi sono i nomi dei figli d’Israele entrati in Egitto con Giacobbe e arrivati ognuno con la sua famiglia: Ruben, Simeone, Levi e Giuda”. E’ dunque giusto ricordare le famiglie De Benedetti, Ottolenghi, Artom, Levi, che a lungo hanno rappresentato in Italia, e non solo, l’Asti ebraica. Un nome in particolare è stato protagonista della giornata astigiana: Guido Artom, autore di “I giorni del mondo”, testo incentrato sulla storia della comunità ebraica locale e da cui sono stati tratti alcuni brani, letti al pubblico dall’attore Aldo Delaude. In oltre molto apprezzata e suggestiva è stata l’esecuzione di Shemuel e Baruch Lampronti dei canti della musica “Apam”, ovvero della tradizione liturgica delle località di Asti, Fossano e Moncalvo.
“E’ stato una sorta di spettacolo itinerante” – racconta il giornalista Giorgio Secchi, ideatore e organizzatore della Giornata – “la forte partecipazione di gente per così dire comune è sintomo di un legame ancora vivo con una comunità che purtroppo sta scomparendo”. L’iniziativa è stata un momento di “memoria e nostalgia”, come recita il titolo dell’incontro tenuto da Paolo De Benedetti nel cortile di Palazzo Ottolenghi, testimonianza di un passato non lontano che si cerca di non dimenticare perché, come ha affermato lo studioso: “Ricordare coloro che non ci sono è un obbligo per tutti gli ebrei” ed un dovere civile nella società moderna.
Il pubblico ha seguito con interesse l’itinerario storico e ha potuto apprezzare oltre alle letture, ai canti e al suono dello shofar anche un eccellente vini kasher e ottimi biscottini della cucina ebraica.