Mantova letteratura – Il Festival apre i battenti, dalla Memoria alle nuove pagine di Israele

“Con il tempo abbiamo costruito un percorso di conoscenza e dialogo. Attraverso la cultura cerchiamo di favorire la maturità civile dei nostri concittadini e di contrastare paura, discriminazioni e conformismo, demoni del nostro tempo. E’ importante dare risalto alle culture e religioni che animano questa città e fra queste sicuramente bisogna ricordare la Comunità ebraica, con cui da tempo collaboriamo attivamente”. Il sindaco di Mantova Fiorenza Brioni (nell’immagine mentre accoglie gli ospiti del Festivaletteratura) risponde con orgoglio alle domande della redazione del Portale dell’ebraismo italiano. Al suo impegno e a quello delle amministrazioni locali della Provincia lombarda, oltre che a quello della gloriosa Comunità ebraica mantovana presieduta da Fabio Norsa, si deve la creazione dell’Osservatorio contro le discriminazioni Articolo 3, cui l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane contribuisce con la propria Rassegna stampa.
In una piazza delle Erbe affollata e popolata da un pubblico entusiasta, la tredicesima edizione del Festivaletteratura di Mantova ha aperto i battenti vantando dati molto positivi. La prevendita degli ingressi ai quasi 250 appuntamenti di cultura che fino al termine della settimana costellano ogni strada e ogni piazza della città lombarda ha superato quota 50 mila. “Sono migliaia in più rispetto allo scorso anno – sottolinea il sindaco – e tutto ciò nonostante la crisi”.
Piazze, teatri ed edifici storici ospiteranno fino a domenica un ricco programma di eventi, in totale oltre duecento, fra incontri con autori, spettacoli e concerti che riempiranno i cinque giorni del festival . Fra i grandi nomi internazionali di quest’anno troviamo i premi nobel Nadine Gordimer e Luis Sepulveda, ma molti sono gli autori di spicco che partecipano alla settimana mantovana.
Fra gli appuntamenti di ieri teniamo a ricordare “L’altra faccia della Shoah”, in cui lo studioso Frediano Sessi, uno dei massimi esperti in tema di Shoah, e padre Patrick Desbois, hanno ricostruito la storia dello sterminio, a colpi di fucile, di circa un milione e mezzo di ebrei dell’Est Europa, assassinati dalle SS e dalle polizie collaborazioniste fra il 1941 e il 1945. Ricordare e dare un volto alle vittime della Shoah è l’intento di David Mendelsohn, scrittore e critico letterario americano che presenterà oggi a palazzo Ducale il suo libro “Gli scomparsi”. Dialogando con il giornalista Gad Lerner, Mendelsohn cercherà di trasmettere al pubblico il messaggio del suo racconto, la storia dello zio Shmiel di cui nessuno in famiglia voleva parlare: ridare voce e non dimenticare coloro che sono scomparsi nel massacro della Seconda Guerra Mondiale.
Di diverso tenore l’incontro che vedrà protagonista in mattinata Paolo De Benedetti, insigne biblista e docente di Antico Testamento presso l’ITC di Trento. Attraverso le parole del Cantico di Frate Sole, lo studioso esporrà la tesi di una teologia che non vede come unico protagonista l’uomo, bensì una comunione tra esseri viventi che costituisce la via maestra alla trascendenza di Dio. Dialogherà con il professore il giornalista e teologo Brunetto Salvarani.
Di religione parlerà Erri De Luca, con il suo intervento di venerdì a Palazzo Ducale “Le donne della Scrittura Sacra”, viaggio fra i personaggi femminili della Bibbia. Da Eva a Betsabea, lo studioso racconterà il ruolo della donna che afferma “in quegli scritti è una potenza”. Al settimo gettone nella manifestazione di Mantova, De Luca ha una storia da “ribelle”, figlio dell’alta borghesia napoletana, entra diciottenne in Lotta Continua; nella sua vita, fra diverse passioni, scopre l’ebraico che impara da autodidatta, dedicandosi con discreto successo alla traduzione della Bibbia.
Si è detto che è necessario non dimenticare le vittime della Shoah e per questo Denise Epstein ci ricorda la storia terribile e toccante di sua madre, Irene Nemirovsky, deportata ad Auschwitz nel 1942 e da cui non fece mai più ritorno. Sessant’anni più tardi Denise, scampata assieme al fratello alle persecuzioni naziste, leggerà i quaderni della madre da cui nascerà l’incompleto “Suite francese”, potente e drammatico affresco della Francia sotto occupazione nazista. L’incontro si terrà domani al teatro Ariston con la collaborazione della giornalista Marina Gersony.
Sempre all’Ariston sarà presentato sabato il lungometraggio “The nature of dreams”, ritratto del celebre scrittore israeliano Amos Oz. Il film di Yonathan e Masha Zur racconta l’impegno dell’autore per trovare una soluzione pacifica al conflitto che da anni coinvolge israeliani e palestinesi; fra eventi pubblici e riflessioni private il film tratteggia un’interessante e originale biografia di Amos Oz.
Il conflitto israelo-palestinese sarà protagonista dell’incontro “Palestina Israele 1967 – 2007: Fotografie”; la docente di arti visive Ariella Azoulay presenta “Atto di Stato”, raccolta di documenti fotografici riguardanti la guerra in medio-oriente.
Fra polemiche e discussioni arriva domenica a Mantova Avraham Burg, autore del libro “Sconfiggere Hitler”. Secondo Burg, deputato laburista e speaker della Knesset, bisogna trovare una “Via che porta oltre al sionismo” (titolo dell’incontro) superare, secondo lui, la visione nazionalista e xenofoba che Israele avrebbe raggiunto costruendo la propria identità sull’eredità della Shoah.
La storiografia moderna si propone come una scienza dei fatti ma è davvero possibile o auspicabile la scissione del dato fattuale dai concetti e le idee che vi gravitano intorno? Lo storico sociale delle idee David Bidussa cercherà di dimostrare al pubblico di Palazzo della Ragione l’infondatezza di questa presunta autonomia e la necessità di utilizzare i passato per comprendere il presente.
La storia del Novecento sarà il fil rouge dell’incontro con il giornalista, scrittore e conduttore televisivo Arrigo Levi. Testimone diretto dei drammi e delle trasformazioni del “Secolo breve”, Levi analizzerà attraverso la sua autobiografia “Un paese non basta” passato, presente e futuro di una società in continua evoluzione e in cui sviluppano nuove e complesse tensioni. Ricordandosi, come ha affermato in una recente intervista l’autore, che “da Hiroshima in poi c’è un arma con la quale si potrebbe distruggere la civiltà. Non è una bella prospettiva”.
Per chi vuole ridere e divertirsi, Gioele Dix porta in scena la storia di un giovane scrittore americano, David Foster Wallace, a cui viene commissionato il reportage di una vacanza extralusso ai Caraibi. “Una cosa divertente che non farò mai più” è un’ esilarante parodia dell’americano in vacanza con le sue abitudini ottuse e quella sua ricerca forzata e artificiale di relax.
Evento di chiusura di Festivaletteratura sarà l’incontro con il celebre regista francese Claude Lanzmann, autore dello straordinario film Shoah, considerato un documento fondamentale della storia moderna. Lanzmann presenterà la propria autobiografia “ Le lièvre de Patagonie”, dagli anni della Resistenza a Clermont-Ferrand, alle amicizie con Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, alla collaborazione con la rivista “Les Temps Modernes” (di cui è tuttora direttore), dalle cui pagine espresse il suo profondo sostegno ad Israele; un racconto di vita che si intreccia con la Storia, con la S maiuscola.
Teniamo a ricordare, in oltre, il grande lavoro che svolgeranno in questi giorni i seicento volontari; un esercito in polo blu sorridente e cordiale che accompagnerà e aiuterà ad orientarsi i tanti visitatori del Festival.

Daniel Reichel