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…Afghanistan

I funerali di Stato dei sei paracadutisti italiani caduti a Kabul ci ripropongono in maniera pubblica e ufficiale quello che ognuno di noi sente dentro di sé in modo più o meno chiaro: che la guerra è morte, è bambini lasciati orfani, sangue e lacrime. Ci ripropongono anche, speriamo, per almeno un giorno, l’immagine di uno Stato unito e solidale dietro la sua bandiera, al di là della disgregazione a cui stiamo assistendo. Dobbiamo, e tranne frange estreme tutti sembramo d’accordo, restare in Afghanistan e non abbandonare la popolazione ai macellai talebani. E dobbiamo ripensare al dolore non solo dei nostri, ma anche degli afghani. Pensare a una strategia che non si accontenti di mandare soldati, ma pensi anche ad aiutare a cambiare quel paese tanto tormentato.

Anna Foa, storica