Religioni, culture, democrazia – Gadi Luzzatto Voghera
“Religioni, culture e democrazia” è il tema degli incontri organizzati quest’anno dal Centro Studi sul Pensiero Contemporaneo (CESPEC) di Cuneo fino al 26 settembre. La sede cuneese dell’Università di Torino ospita un ciclo di interventi incentrati sul complesso tema dei rapporti mutevoli e spesso spinosi fra religione e ordinamento democratico.
Tra i docenti universitari italiani e stranieri che saranno presenti figurano i nomi di Arnaldo Nesti, Gadi Luzzatto Voghera (nella foto a fianco), Pier Cesare Bori, Massimo Campanini e Silvio Ferrari.
Di “Ebraismo e democrazia” ha trattato l’incontro con Gadi Luzzatto Voghera, docente di Storia dell’ebraismo moderno e contemporaneo all’Università di Padova e autore del libro “L’antisemitismo di sinistra”, che ha illustrato a studenti, professori e semplici spettatori, l’intreccio che da secoli intercorre fra la Legge ebraica e quella civile, fra tradizione religiosa e istituzioni secolari. “Un compito arduo quello di riassumere in una lezione i temi per cui a Padova faccio interi seminari” scherza in apertura il professor Luzzatto; a giudicare dalla pioggia di domande, il pubblico ha decisamente apprezzato il suo, seppur breve, intervento.
Attraverso salti temporali, citazioni ed esempi, lo storico ha cercato di tratteggiare un quadro di come le società ebraiche siano riuscite a regolare per secoli le proprie comunità applicando i dettami talmudici. La legge ebraica regolava, e lo fa tutt’ora, la vita degli ebrei della Diaspora, i quali, come minoranza, devono rispettare il diritto positivo dello stato in cui vivono. I problemi sorgono inevitabilmente con la nascita di Israele, sottolinea il professore, perché ci si comincia a chiedere quali siano le norme da seguire, o meglio quale sistema normativo applicare ad uno Stato ebraico di cui però non faranno solo parte gli ebrei. Al momento come è noto in Israele vi sono sia tribunali civili quanto rabbinici e questi ultimi sono investiti del potere decisorio in riferimento al diritto di famiglia.
La discussione sul ruolo che la religione ebraica deve avere nella democrazia è molto viva nella società israeliana e non solo; ma vogliamo sottolineare un punto preso in esame da Luzzatto: la necessità di evitare fanatismi, questione quanto mai attuale in un mondo in cui si tende a radicalizzare le proprie posizioni, spesso con esiti violenti. “In Israele il fanatismo ha ucciso leader politici” dice il professore “gli estremisti godono dei privilegi che la democrazia gli garantisce, utilizzano i suoi strumenti per avere visibilità e poi dichiarano di volerla distruggere”. E’ necessario evitare tali degenerazioni e garantire, tramite il rispetto di principi comuni a ebraismo e democrazia, tolleranza e comprensione.
Luzzatto termina il suo intervento citando Ezechiele (il riferimento è alla necessità o meno di convertire all’ortodossia la massa di ebrei russi che cercano rifugio in Israele e di cui non si sa effettivamente l’origine, ma il significato della citazione è sicuramente estendibile): ” [..]Dice il Signore Dio: Guai ai pastori d’Israele, che pascono se stessi! I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge? Vi nutrite di latte, vi rivestite di lana, ammazzate le pecore più grasse, ma non pascolate il gregge. Non avete reso la forza alle pecore deboli, non avete curato le inferme, non avete fasciato quelle ferite, non avete riportato le disperse. Non siete andati in cerca delle smarrite, ma le avete guidate con crudeltà e violenza.”
Daniel Reichel