“Essere tra identità ed esperienze di confine” intercultura e identità eterogenee in un convegno alla Sapienza di Roma

“Non ho mai avuto il bisogno di semplificare me stesso o di creare un’unità artificiale attraverso negazioni. Accetto la mia complessità, e spero di avere ancora più aspetti in me di quelli di cui sono ora consapevole”. Si esprimeva così Gustav Landauer, ebreo di lingua tedesca, studioso di cultura inglese e russa, fautore di un comunismo anarchico ispirato da fonti religiose ebraiche e cristiane vissuto fra la fine dell”800 e il primo ventennio del ‘900, il cui pensiero è uno degli elementi che ispirano il Convegno organizzato dalla Facoltà di Filosofia dell”Università la Sapienza di Roma e che si svolgerà oggi e domani a Villa Mirafiori sede della Facoltà. “Il Convegno si propone di mettere a fuoco il tema, oggi molto importante e significativo, dell’inter-cultura, delle identità eterogenee, dei labili confini tra le religioni e le nazioni” spiega la professoressa Irene Kajon coordinatrice del convegno che viene organizzato a cura del gruppo interdisciplinare Progetto Ateneo Sapienza su “Minoranze e visione dell’altro”. La giornata odierna vedrà il susseguirsi degli interventi del rav Roberto Della Rocca, direttore del Dipartimento Educazione e Cultura dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, e dei professori Donatella Di Cesare, Marco Morselli, Stefania Biagetti, Roberto Bordoli con il coordinamento di Irene Kajon. Domani si susseguiranno invece gli interventi dei professori Chiara Adorisio, Cristina Guarnieri, Katja Tenenbaum, Paolo Piccolella, Laura Salmon, Silvano Facioni, Laura Quercioli Mincer, Alessandro Gebbia e Fiorella Gabizon.