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Rothscild Boulevard – Un progetto israeliano per i Paesi poveri

Obiettivo: più vaccino per tutti. Specie per i Paesi più poveri, per i quali è assai difficile garantire un’adeguata copertura ai propri cittadini in vista di una maggiore diffusione dell’influenza A.
Una piccola azienda bio-medica israeliana sostiene di avere trovato una soluzione per rendere i vaccini più efficaci dell’80%, attraverso l’utilizzo di un micro-ago. NanoPass è una start up – otto persone in tutto – basata a Ness Ziona, nella zona centrale di Israele. Come suggerisce il nome, è specializzate in nanotecnologie biomediche. Qualche mese fa la piccola società ha brevettato un micro-ago, adattabile alle siringhe attualmente in commercio, ma appena visibile all’occhio nudo, date le sue ridottissime dimensioni. Il prodotto, nato con l’obiettivo principale di ridurre il disagio nei pazienti, avrebbe già ottenuto la certificazione CE e sarebbe in attesa dell’autorizzazione dell’americana Food and Drug Administration, stando a quanto riferiscono fonti della compagnia. Inoltre la start-up ha firmato un accordo con l’Infectious Disease Research Institute di Seattle. Insomma, si tratta di un progetto bene avviato, che però è nato principalmente per ridurre i disagi nei pazienti dei Paesi ricchi, non per aumentare la diffusione dei vaccini nei Paesi poveri. Adesso però i creatori del micro-ago sostengono che questa nuova tecnologia potrebbe essere cruciale nel piano di vaccinazioni per l’influenza A e per altre vaccinazioni di massa: “Test clinici recentemente pubblicati sulla rivista Vaccine provano che [l’utilizzo del micro-ago] può ridurre la dose di un regolare vaccino per l’influenza stagionale, preservando la sua efficacia”, dice l’amministratore delegato Yotam Levin. “In pratica questo significa che le autorità possono utilizzare la quantità di vaccino che hanno acquistato, per vaccinare almeno il doppio, se non il triplo, di persone”. Adesso è ancora presto per cantare vittoria. Ma se confermata da studi più approfonditi, la scoperta di questa piccola azienda israeliana potrebbe trasformarsi in uno strumento preziosissimo per diffondere molti tipi di vaccino nei Paesi in via di sviluppo.

Anna Momigliano