Pagine – Il “Bollettino” di Milano sul dialogo fra le religioni
Il dialogo interreligioso, specialmente tra le tre grandi religioni monoteiste, è un’esigenza sentita in una società che diventa di giorno in giorno sempre più multietnica. All’argomento è dedicata molta attenzione sul numero di ottobre del Bollettino della Comunità Ebraica di Milano. Con il titolo di copertina “Le nostre radici comuni, voci a confronto tra le diverse culture”, il giornale offre numerosi spunti, elogiando chi costruisce “ponti di dialogo” e annuncia per questo ottobre la visita del papa alla sinagoga di Roma che in realtà dovrebbe tenersi nelle prime settimane del prossimo anno. Nel suo editoriale il direttore Fiona Diwan afferma che “Le radici comuni per molti non contano nulla, specie quando c’è un ebreo in giro da incolpare per qualche crisi economica”. Parole riferite alle recenti minacce rivolte al professor Giorgio Israel, “oggetto di un tentativo di linciaggio e mistificazione” che il direttore definisce “senza precedenti”. L’intervista a uno dei politici italiani più in vista, Pierferdinando Casini, costituisce il pezzo forte di questo numero. Una chiacchierata col leader dell’Unione di Centro, partito da sempre molto vicino alle posizioni del Vaticano, che verte sugli sviluppi nelle relazioni tra mondo ebraico e mondo cristiano e sulla figura di Ratzinger, al quale Casini riconosce il merito di “aver smentito quanti in passato hanno tentato di arruolarlo nella cerchia dei sostenitori dello scontro di civiltà”. Si parla poi anche dei rapporti diplomatici tra Italia e Israele, “due Stati che – nelle parole dell’ex presidente della Camera – hanno un ampio nucleo di valori condivisi che traggono origine dalle comuni scelte di libertà e democrazia” e delle tensioni che attraversano da decenni il Medio Oriente. Thomas Friedman, celebre giornalista americano e firma del New York Times, è stato invece intervistato a Urbino, dove si trovava per ritirare un premio giornalistico e dove ha visitato la sinagoga. “Un reporter che ha lavorato nel mondo musulmano in un’epoca dove il conflitto arabo-israeliano ha fatto diventare la frase I am Jewish qualcosa di potenzialmente pericoloso”, si definisce così l’editorialista di Minneapolis, che nell’intervista ricorda anche il collega ed amico Daniel Pearl, assassinato da un gruppo di fondamentalisti islamici nel 2002. Il resoconto dedicato alla Giornata della cultura ebraica, riferisce che migliaia di cittadini hanno partecipato agli eventi organizzati dalla Comunità di Milano. La visita alla sinagoga di via Guastalla di Pier Luigi Bersani, candidato alla segreteria del Partito Democratico, l’incontro di Piero Fassino con i giovani dell’Ugei, la simbolica presenza dell’imam Sergio Pallavicini alle celebrazioni (“partecipo a questa importante manifestazione con tutta la mia famiglia per ascoltare la lezione di una minoranza fraterna”), alcuni dei momenti più importanti della giornata nel capoluogo lombardo. Altri articoli affrontano in questo numero temi diversi. Dalla storia degli ebrei di Mumbai, comunità millenaria da sempre ben integrata con il resto della popolazione, ma teatro di un tragico, recente attentato, alle risposte del presidente dell’Assemblea rabbinica italiana rav Giuseppe Laras sul significato della festa di Succot, dai significati dei dipinti della Cappella Sistina a un’analisi che denuncia la crescita dei fenomeni di violenza e di teppismo nella società israeliana.