Il Parlamento italiano e la Knesset uniti da un’intesa
Il Presidente della Knesset, Reuven Rivlin, a Roma in questi giorni per una visita ufficiale e il Presidente della Camera Gianfranco Fini hanno firmato il primo Protocollo di cooperazione fra la Camera dei deputati e il Parlamento di Gerusalemme, “ultimo anello, di una serie di importanti iniziative condotte dallo Stato Italiano con e per Israele”, come osserva l’onorevole Fiamma Nirenstein, deputata alla Camera nelle fila del Pdl, che a questo accordo ha lavorato con costanza e determinazione per un anno e mezzo grazie anche alla collaborazione e all’opera compiuta da alcuni funzionari della Camera dei deputati e al’impegno di Sharon Nizza. “Quello che è importante rilevare – spiega la Nirenstein – è che questo protocollo di collaborazione è permanente e non decadrà con il concludersi della legislatura. E’ la prima volta che un accordo di questo tipo viene concluso”.
“Il Protocollo nasce dall’idea che la cooperazione tra Italia e Israele derivi dalla comune fede nei valori di libertà, democrazia e tolleranza, e stabilisce una serie di obiettivi congiunti tra i due Parlamenti, in cui sono stati istituiti due gruppi di collaborazione che dovranno incontrarsi periodicamente per attuare un concreto lavoro. I due gruppi si dedicheranno a un lavoro comune di progettazione e di studio, in ambito economico, amministrativo e formativo e in generale tutte le sfere che competono alla vita parlamentare,” spiega ancora laparlamentare del Polo, che sottolinea come questo protocollo faccia riferimento alla politica parlamentare e non a quella dei governi.
Il gruppo italiano sarà composto oltre che dall’onorevole Nirenstein che lo presiederà, dai parlamentari Ferdinando Adornato, Massimo Polledri, Emanuele Fiano, Enrico Pianetta, Gianni Vernetti e Luca Barbareschi.
Nell’agenda di Rivlin, che nei giorni scorsi ha già incontrato il ministro degli Esteri Franco Frattini e il presidente del Senato Renato Schifani anche una visita all’Aquila per portare alla popolazione la solidarietà dello Stato d’Israele e ricordare le vittime del terremoto, tra cui uno studente israeliano.
l.e.
(immagine per gentile concessione di Enrico Para )