Qui Roma – 16 ottobre 1943: mille luci contro il silenzio Di Segni: “Dov’era l’uomo quando ci fu la deportazione”?

La lunga fiaccolata organizzata dalla Comunità Ebraica di Roma e dalla Comunità di Sant’Egidio partita da Piazza Santa Maria in Trastevere si è snodata per i vicoli di Trastevere e si è conclusa in via del Portico d’Ottavia, ripercorrendo a ritroso il tragitto fatto dai 1024 ebrei strappati alle proprie case al Portico d’Ottavia il 16 ottobre 1943. Ad accogliere il corteo vicino al palco allestito in Largo 16 Ottobre 1943, la colonna sonora del film ‘Schindler List’ dedicato alla tragedia della Shoah. Molte le candele alle finestre delle case attorno alla Sinagoga. Fra le personalità intervenute il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, il Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, il rav Riccardo Di Segni rabbino capo di Roma, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e Andrea Riccardi, ordinario di Storia contemporanea presso la Terza Università degli Studi di Roma, e fondatore della Comunità di Sant’Egidio.
“Questa fiaccolata rappresenta l’abbraccio alla comunità ebraica, che non dimentica l’insulto del 16 ottobre del 1943″ha detto il rav Riccardo Di Segni che ha fatto un raffronto fra alcuni passi di Bereshit il primo libro della Bibbia e la tragedia della deportazione. “Oggi abbiamo letto un passo della genesi, – ha detto il Rav – quello che parla di Adamo. Il Signore sa dove è Adamo, eppure glielo chiede. Ecco perché pensando alla tragedia della Shoah non dobbiamo chiederci dove era Dio ma dove era l’uomo con le sue responsabilità”.
Parole di speranza sono state espresse dal Presidente Riccardo Pacifici e dal Sindaco Gianni Alemanno nel vedere tanti giovani presenti fra il pubblico, sotto al palco.
“La conoscenza ci permette di capire tutti i passaggi che portarono a quel terribile 16 ottobre del 1943: dalla dittatura al regime fascista, dalle leggi razziste fino alla Shoah. Quella conoscenza deve diventare memoria perché ci serve a costruire una Roma migliore e ad affrontare le sfide del presente”. Ha esortato Alemanno “L’attenzione ai valori della persona umana ci deve aiutare a risolvere problemi difficili senza sbandare. Assistiamo ancora a bandiere che vengono bruciate nei cortei, questo, anche quando non riguarda Israele, è un atto di intolleranza inaccettabile”.
“Quando queste due comunità si stringono la mano – ha concluso Alemanno riferendosi alla Comunità cristiana e a quella ebraica – si trascinano dietro tutta la comunità cittadina”.
Il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna , il cui intervento ha concluso la cerimonia, ha posto l’accento alle sostanziali differenze fra una società democratica e una società totalitaria. ‘Tra società democratica e società totalitaria, – ha detto Gattegna – c’è un limite di demarcazione invalicabile. Nella prima la pacifica convivenza è assicurata dalla libertà di pensiero e di espressione. Nella seconda qualsiasi diversità qualsiasi forma di dissenso viene considerata pericolosa. La linea di demarcazione non è quindi tra due diversi sistemi di governo, ma tra civiltà e barbarie”.
“Facciamo in modo che manifestazioni come questa, – ha concluso Gattegna rivolgendosi ai giovani presenti – o eventi come il Giorno della Memoria non abbiano solo il risultato di procurare emozioni forti, ma che esse siano per tutti lo stimolo per studiare a fondo il periodo. Questo sforzo svilupperà nella nostra società gli anticorpi necessari a resistere e a contrastare qualsiasi forma di razzismo”.