Pagine – Guarda al mare la sedicesima sinagoga romana. Il mensile Shalom ne racconta storia e progetti

Alla sedicesima sinagoga della Comunità Ebraica di Roma, Shirat ha Yam, testimonianza dell’antica presenza ebraica sul litorale laziale è dedicata la copertina del mensile della Comunità ebraica di Roma Shalom. Circa 130 famiglie che abitano nella zona avranno finalmente un importante punto di riferimento, sottolinea il direttore del giornale Giacomo Kahn, mentre il rav Ariel Di Porto spiega il significato del nome della sinagoga e in un altro articolo si ricostruisce la storia della sinagoga di Ostia antica, il cui ritrovamento risale al 1961 durante i lavori per la costruzione della strada verso l’aeroporto.
L’intervento di Netanyahu alle Nazioni Unite dello scorso settembre, l’accusa del premier israeliano all’Assemblea di pregiudizio contro Israele sono trattati invece nel consueto intervento di Fiamma Nirenstein che la rivista titola: “L’Onu è il vero ostacolo alla pace”. La giornalista e deputata del Pdl, individua i punti cardinali del discorso, dalla dimostrazione documentale della verità storica della Shoah, alla relazione della Commissione dell’ONU guidata dal giudice Goldstone sulla guerra di Gaza, all’Iran e alla costruzione della bomba atomica, pronta per il 2010, per finire con il tema della pace e l’invito al mondo a rimuovere le cause che la impediscono.
Le accuse a Israele di aver commesso crimini di guerra e di opprimere gli abitanti dei territori occupati, non sono nuove e la stampa nazionale ce ne ripropone quotidianamente una dimostrazione, afferma dal canto suo Angelo Pezzana. Ma nel suo commento Pezzana si sofferma, questo mese, sulle critiche di intellettuali e docenti delle università israeliane, come Nevè Gordon docente di storia contemporanea dell’Università di Beersheva o Ariella Azoulay, che insegna arti visive e filosofia contemporanea all’Università Bar Ilan di Tel Aviv. Sembra infatti che da qualche anno al coro degli attacchi a Israele se ne sia aggiunto uno, interno allo stesso Stato, “le cui proporzioni tendono ad aumentare man mano che la professione viene recepita come redditizia”, afferma lo stesso Pezzana nell’articolo intitolato “Democrazia: il prezzo da pagare per la libertà di opinione”. Sempre rimanendo in Israele gli articoli di Sergio Minerbi e Alain Elkan raccontano due viaggi molto diversi fra loro: il primo nei territori in cui vivono i coloni, fra le costruzioni negli insediamenti in Giudea e Samaria, per guardare da vicino l’annoso e irrisolto problema dei confini, fra le strade e i vicoli di Gerusalemme l’altro.
Il numero di ottobre propone anche un’intervista al direttore del quotidiano l’Unità Concita De Gregorio. La giornalista esprime il suo pessimismo riguardo allo stato dell’informazione in Italia, e considera delicata la posizione della stampa italiana rispetto alla libertà di informazione. A su avviso c’è una certa violenza oggi nel modo di fare informazione. “Nei giornali di governo tutto diventa aggressivo, violento e menzognero”, sostiene la De Gregorio, “le tv fanno intrattenimento e non informano. Mentre chi informa mente. La tecnica è quella di gettare discredito su chiunque altro”.
Piero Di Nepi, per molti anni collaboratore del giornale della Comunità di Roma, ripercorre in un suo scritto il periodo, nel 1967, in cui la testata prese vita e conclude ricordando il ruolo di un giornale nazionale ebraico “che degli ebrei italiani aveva fatto letteralmente la storia: l’autorevole Israel di Carlo Alberto Viterbo”.
Una ventina di bambini provenienti da l’Aquila sono stati infine ospitati nella colonia ebraica di Castiglioncello, un impegno assunto dal Presidente della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Pacifici e onorato con successo. Per dieci giorni i venti ragazzi di età compresa fra gli 8 ed i 14 anni, provenienti dalle tendopoli delle popolazioni abruzzesi, hanno trascorso ore spensierate fra gite al parco, trucchi e mascherate, giochi di squadra, recite, balli e anche compleanni da festeggiare insieme, sfuggendo per alcuni giorni alla difficile realtà delle zone terremotate.