Champions League – Il Maccabi spaventa la Juventus

Maccabi contro Juventus, ovvero Davide contro Golia. Le armi a disposizione degli israeliani, ottimo gioco corale e buone individualità, non sono però risultate sufficienti per abbattere il gigante bianconero, squadra esperta e tecnicamente superiore. Sospinti dal caloroso tifo dei propri supporter e simpatizzanti, giunti in quantità considerevole (oltre un migliaio) da Israele e da molte comunità ebraiche italiane, i “verdi” di Haifa hanno comunque per lungo tempo accarezzato il sogno di uscire indenni dallo stadio Comunale di Torino. Una speranza concreta, considerata l’ottima partita disputata, nella quale hanno mostrato una buona tenuta difensiva ed una naturale predisposizione al gioco offensivo, tanto che il migliore in campo è risultato il portiere bianconero Gigi Buffon, autore di una prestazione di altissimo livello.
Primo brivido in avvio di partita, con il colpo di testa di Dvalishvili, lasciato colpevolmente libero nel cuore dell’area di rigore dalla distratta difesa bianconera, e la prodigiosa risposta del portierone juventino, che deviava il pallone in calcio d’angolo. Il pericolo corso aveva l’effetto di svegliare gli undici di Ferrara che, da quel momento, cercavano di prendere in mano le redini del match. Qualche buono spunto di Diego, un bel calcio di punizione di Grosso ed una velenosa zampata sotto porta di Trezeguet mettevano a dura prova le coronarie dei tifosi israeliani, ma nel complesso il Maccabi reggeva bene il campo. Passati i primi venti minuti di sofferenza, il ritmo della partita calava e gli uomini di Levy incominciavano a prendere fiducia nei propri mezzi e, lasciato da parte un certo timore reverenziale nei confronti di un avversario così prestigioso, incominciavano a farsi vedere dalle parti di Buffon, soprattutto con Rafaelov e Dvalishvili. Ma era soprattutto una pericolosissima azione di contropiede, non sfruttata adeguatamente dagli attaccanti israeliani, a portare il Maccabi vicinissimo al vantaggio, pochi secondi prima della fine della prima frazione di gioco.
Al ritorno in campo dopo l’intervallo, il Maccabi presentava due novità: Zaguri e Ghadir. Una mossa molto coraggiosa da parte di Levy, considerata la giovane età (e la conseguente scarsa esperienza internazionale) dei due giocatori, entrambi under 20. Ma era la Juventus a fare la partita, tanto che dopo appena tre minuti trovava il goal del vantaggio con un colpo di testa di Chiellini su cross del talentuoso Diego. La gioia liberatoria del giocatore pisano (ma cresciuto nel Livorno) al momento della rete mostrava quanto fosse alto il livello di tensione dei bianconeri nell’approcciare questa partita. Gli israeliani accusavano il colpo e la Juventus provava ad approfittarne per chiudere la partita. Diego dava spettacolo ed un suo delizioso pallonetto fuori di poco otteneva gli scroscianti applausi del pubblico torinese. L’occasione più significativa capitava però sui piedi di Trezeguet. Un tiro a botta sicura del centravanti franco-argentino sembrava destinato in fondo alla rete, ma il centravanti bianconero doveva fare i conti con il bravissimo Davidovitch, che gli negava la gioia del goal. Maccabi in grande sofferenza e Juventus sempre più pericolosa. Al sessantottesimo poi, con la giusta espulsione di Dutra (entrato in campo da nemmeno un quarto d’ora) per un fallaccio su Chiellini, le cose sembravano complicarsi ulteriormente. Paradossalmente, invece, gli israeliani traevano forza dall’inferiorità numerica, che dava loro la possibilità di compattarsi, e si buttavano all’attacco. Sulla loro strada, però, trovavano nuovamente i guantoni di Buffon. Come al trentesimo minuto, quando il portiere bianconero deviava in angolo un siluro del brillante Dvalishvili, una costante spina nel fianco della difesa juventina. Dall’altra parte del campo, invece, era Camoranesi, qualche minuto dopo, ad andare vicino alla rete, ma il suo tiro di punta si andava a stampare sul palo. Gli ultimi minuti di gioco, però, erano quasi esclusivamente di marca israeliana, con il Maccabi abilissimo nello sfruttare le corsie esterne e nel giocare di rimessa, come al novantaduesimo quando, con un azione di contropiede (ed un contropiede in dieci contro undici è davvero difficile), permettevano a Ghadir di presentarsi tutto solo davanti a Buffon. Ma la conclusione del giovane talento trovava l’opposizione miracolosa del numero uno bianconero. Era l’ultimo brivido del match e, pochi istanti dopo, arrivava il triplice fischio dell’arbitro a sancire la fine dell’ostilità. Un’altra sconfitta per il Maccabi, ancora a quota zero nel girone preliminare della Champions League, ma autore di una grande prestazione che gli permette di uscire ancora una volta a testa alta dai campi del “salotto buono” del calcio europeo.

Juventus-Maccabi Haifa: 1-0
Marcatore: Chiellini al 3′ s.t.
Juventus (4-2-3-1): Buffon; Zebina (35′ p.t. Caceres), Cannavaro, Chiellini, Grosso; Felipe Melo (17′ s.t. Poulsen), Sissoko; Camoranesi, Diego, Giovinco; Trezeguet (36′ s.t. Amauri). (Manninger, Legrottaglie, De Ceglie, Iaquinta). All. Ferrara.
Maccabi Haifa (4-4-2): Davidovitch; Meshumar, Teixeira, Keinan, Masilela (1’s.t. Zaguri); Osman, Boccoli, Culma, Refaelov (12′ s.t. Tiago Dutra); Dvalishvili, Arbeitman (1’s.t. Ghadir). (Edri, Harazi, Maymon, Strahman).
Allenatore: Elisha Levi.

Adam Smulevich