Qui Roma – Ostia Lido, 2000 anni di attesa
Fino a pochi mesi fa la realtà ebraica di Ostia stava tutta rinchiusa nei libri di archeologia, con le descrizioni della bimillenaria sinagoga rinvenuta alla fine degli anni ‘60 e considerata la più antica della Diaspora. Ma oggi gli ebrei di Ostia tornano dalla storia alla cronaca. Un tempo le migliaia di ebrei che vivono in zona erano dispersi, non
sapevano nulla l’uno dell’altro, non avevano contatti, né occasioni di incontro. Molti di essi, la stragrande maggioranza, potevano essere definiti ebrei sommersi, quelli che non frequentano le sinagoghe, le scuole o altri luoghi di aggregazione comunitaria e in alcuni casi non sono neanche iscritti a una Comunità.
Oggi Giorgio Foa, come molti altri che hanno scelto di vivere sulla riva del mare, ha voglia di cambiare. A Ostia ha trascorso la sua infanzia, perché suo padre, medico militare, vi aveva trasferito la famiglia per la vicinanza con il luogo di lavoro. Per Giorgio è stato naturale, quando si è sposato, rimanere a vivere nella cittadina, farci crescere i suoi figli, oggi adolescenti, fare il pendolare ogni giorno per raggiungere la banca romana in cui lavora. “I ragazzi frequentano le scuole locali e le attrezzature sportive della zona – spiega Giorgio – gli amici che di solito incontrano sono in questo ambito,
anche se io e mia moglie ci diamo da fare per farli incontrare con i coetanei della Comunità”. Da diversi anni, infatti, ogni domenica mattina Giorgio da Ostia si dirige verso Roma per far frequentare ai ragazzi i corsi di preparazione ebraica organizzati in città. “A cambiare radicalmente la nostra realtà – ricorda Giorgio Foa – è stata una serata organizzata un anno e mezzo fa che ha riunito un gruppo di persone
con il presidente della Comunità di Roma, Riccardo Pacifici”.
“Le attività vere e proprie – continua – sono cominciate subito dopo. Abbiamo organizzato le due serate del Seder di Pesach e la cerimonia di Lag Ba-Omer in una sede provvisoria che ci era stata concessa al Borghetto dei pescatori e Rosh Hodesh Elul agli scavi del Tempio di Ostia antica, mentre alcune famiglie con i figli coetanei hanno iniziato a frequentarsi”. Il resto è storia recente. A metà settembre l’inaugurazione dello spazio (200 metri quadri circa) che ospiterà oltre al tempio Shirat ha Yam, le iniziative rivolte ai circa 3 mila ebrei che vivono nel XIII Municipio romano, ha reso evidente il consolidarsi di una nuova realtà moltiplicando le aspettative degli abitanti di Ostia. “Il primo giorno del Capodanno ebraico – osserva Giorgio – un centinaio di persone seguivano le funzioni sotto il tendone che abbiamo allestito.
Lo stesso è accaduto anche il secondo giorno, ed erano persone diverse. Gran parte di loro non sarebbe mai riuscita a raggiungere il centro di Roma per le feste. Abbiamo raggiunto un grande risultato”.
La struttura che accoglierà la sinagoga sarà completata fra un anno e mezzo. In questi spazi saranno organizzate le attività sociali e centri estivi per i ragazzi della zona e della capitale mentre sono in arrivo anche i primi prodotti alimentari kasher.
Lucilla Efrati