Qui Torino – Memoria, letteratura, cultura, testimonianze Il Centro Primo Levi apre il dialogo con il grande pubblico

Ore febbrili, nella sede del nuovo Centro internazionale di studi Primo Levi, alla vigilia del lancio della nuova organizzazione dedicata al grande scrittore italiano autore di “Se questo è un uomo”. “Vogliamo essere uno strumento a disposizione di tutti” racconta Fabio Levi, direttore del nuovo Centro internazionale di studi Primo Levi che sarà presentato domattina a Torino e prende sede nell’imponente complesso juvarriano noto come i Quartieri Militari. Su quest’idea, fare da tramite fra l’universo dello scrittore Primo Levi e il pubblico, affonda le sue radici il nuovo Centro.
Costituitasi nel 2008, soci fondatori la Regione Piemonte, la Città e la Provincia di Torino, la Compagnia di San Paolo, la Comunità Ebraica di Torino, la Fondazione per il Libro, la Cultura e la Musica, la famiglia di Primo Levi, l’Associazione si è posta un obbiettivo importante e ambizioso “la missione – si legge nell’atto costitutivo – di rappresentare il riferimento esaustivo per la documentazione su Primo Levi e le sue opere, realizzandone un censimento completo e la raccolta di studi, pubblicazioni, tesi di laurea, documenti d’archivio, testimonianze.”
“Non vogliamo oscurare o sovrapporci alle altre iniziative, ma essere un aiuto per coloro che vogliono studiare o avvicinarsi alle opere e alla storia di Primo Levi” spiega il professor Fabio Levi, docente di Storia contemporanea all’Università di Torino, che aggiunge “noi sosteniamo tutti gli approcci possibili, dal professore universitario, allo studente, al semplice curioso; il nostro pubblico è trasversale perché per arrivare a Primo Levi si possono percorrere mille strade”.
Il progetto, chiarisce il direttore, si muove lungo due direttrici: la creazione di un sito (sarà presentato in conferenza stampa e comunque accessibile fra poche ore) con la realizzazione di una bibliografia online; la raccolta e catalogazione dell’immenso patrimonio bibliografico, circa duemila titoli, che sarà ospitato dal Museo diffuso della Resistenza. “Un’impresa difficile e ancora mai tentata ma, a vent’anni dalla scomparsa di Primo Levi, questo lavoro ci sembra un doveroso riconoscimento per l’autore italiano, bisogna ricordarlo, più tradotto di sempre: delle sue opere nel mondo si contano ottocento edizioni in trentacinque lingue diverse”. Dall’ebraico al fahrsi o al norvegese, una moltitudine di lingue che dimostra l’universalità dell’opera e del pensiero di Primo Levi.
Uno dei fiori all’occhiello del progetto è sicuramente il sito, www.primolevi.it (con una versione in italiano e una in inglese), “abbiamo puntato sulla nitidezza, sulla linearità” racconta Fabio Levi “è un sito ordinato e chiaro che bada ai contenuti. Primo Levi guardava alla sostanza e noi vogliamo seguire il suo esempio”. Con un click sarà possibile entrare nel mondo dell’autore di “Se questo è un uomo”: dalle opere, alla biografia, al suo rapporto con i giovani, l’utente avrà la possibilità di conoscere e scoprire agevolmente notizie, informazioni e insegnamenti di uno dei massimi scrittori italiani del Novecento. “Un aspetto a cui teniamo molto” sottolinea il direttore del Centro “è quello scientifico. Primo Levi, infatti, ha avuto grandi riconoscimenti in questo campo, anche a livello internazionale; per questo abbiamo inserito nel sito un’intera sezione dedicata alla scienza”.
Le iniziative pubbliche saranno poche e mirate. “Il nostro obbiettivo – aggiunge Fabio Levi – è fare da collante per le attività che ci sono già, per questo nel sito abbiamo creato un’area in cui daremo conto di tutto ciò che fanno gli altri”. Fra le manifestazioni organizzate dal Centro troviamo la “Lezione Primo Levi”, che avrà luogo ogni autunno e che quest’anno sarà tenuta questo martedì, 10 novembre, dal docente dell’Università di Oxford, Robert Gordon. La lezione sarà intitolata “Sfacciata fortuna (Se questo è un uomo): la Shoah, il caso e l’uomo normale” e avrà luogo presso l’aula magna della facoltà di Scienze Naturali, Fisiche e Matematiche di Torino.
“Le iniziative che portiamo avanti e il Centro Studi stesso vogliono essere una piattaforma accessibile a chiunque, uno strumento ben strutturato e organizzato di cui il pubblico, specializzato o meno, possa fare uso senza difficoltà” conclude il direttore Fabio Levi.

Daniel Reichel e Manuel Disegni