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Qui Roma – Pacifici: “A chi soffre diamo risposte concrete”

Sono cinque gli sportelli antiusura creati per dare concretezza alla battaglia contro il fenomeno dell’usura che il Comune di Roma ha intrapreso. Nel 2002 viene creato il primo sportello a Cinecittà e l’ultimo nel 2006 nel centro storico in una sede della Comunità Ebraica di Roma, gestito dall’Associazione DROR Onlus grazie a una collaborazione fra Comune di Roma e Comunità Ebraica. Se n’è parlato al Palazzo della cultura, al portico d’Ottavia, dove Alfredo Mantovano, sottosegretario all’interno con delega alla lotta al racket e all’usura, ha incontrato gli operatori degli sportelli antiusura di Roma. Questi operatori sono psicologi, avvocati, banchieri, tutti professionisti volontari che con grande orgoglio dedicano una giornata a settimana del loro tempo per aiutare chi si trova strozzato dai debiti, chi non riesce più a ragionare lucidamente a causa di grandi pressioni economiche.
Sono intervenuti Davide Bordoni, assessore alle attività produttive, al lavoro e al litorale, Francesco Lucchino presidente dell’Associazione Agisa, un’associazione non lucrativa di utilità sociale impegnata nel contrasto all’usura e nella prevenzione dell’indebitamento, Tano Grasso il commerciante siciliano da anni impegnato sul fronte della lotta all’usura e presidente onorario della Federazione associazioni antiracket e antiusura italiane, e Giosuè Marino, commissario antiracket e antiusura. Ad introdurre la serata è il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici che ha espresso tutta la sua solidarietà verso chi è colpito da questo problema sociale e sottolinea che la Comunità Ebraica di Roma è onorata di collaborare con gli altri quattro sportelli esistenti e di poter dare un aiuto concreto aperto a tutta la città.
Pacifici ha spiegato che nella Comunità ebraica vi è una tradizione di assistenza verso chi si trova in difficoltà e ha descritto le attività della Deputazione ebraica di assistenza. Il Presidente ha ricordato con grande dolore di come a causa dell’usura alcuni ebrei romani abbiano in passato attraversato sofferenze enormi, persone che sembravano essere serene ma che invece vivevano e nascondevano l’incubo dell’usura.
Proprio dopo questi dolorosi episodi la comunità ebraica iniziò ad avvicinarsi agli enti pubblici che elaboravano una strategia contro questa piaga ed è così che nacque l’iniziativa di aprire uno sportello antiusura nel centro della capitale con la collaborazione della Comunità ebraica.
Lucchino, il presidente dell’associazione Agisa, interviene dando una panoramica molto chiara su come operano gli sportelli e su come si può e si deve fare molto di più in termini di mezzi finanziari, di reinserimento sociale e di comunicazione.
Tano Grasso ha rivolto un forte ringraziamento alla Comunità ebraica e sottolinea come lo sportello della DROR sia diventato un punto di riferimento nella città di Roma grazie al duro lavoro e all’efficacia degli operatori ed organizzatori.
Anche Giosuè Marino ha ringraziato calorosamente la Comunità ebraica per aver dimostrato attenzione verso un problema nazionale che si sente soprattutto a Roma e conclude dando peso nel comunicare che l’azione di solidarietà non è sufficiente ma deve essere solidificata da un piano ben studiato di prevenzione.
Ed è proprio sulla prevenzione che Mantovano, dopo aver salutato e ringraziato la Comunità ebraica di Roma, apre il suo intervento affermando “non credo sia un caso che oggi ci troviamo in una scuola dove gli alunni vengono educati prima di apprendere. Se non c’è l’educazione all’uso del denaro tutto il resto serve relativamente”. Infatti, Mantovani conferma insieme all’assessore Bordoni l’impegno dell’amministrazione nel voler raddoppiare il numero di scuole che parteciperanno al programma di educazione per l’uso responsabile del denaro e quindi di aumentare la prevenzione. Il sottosegretario prosegue assicurando il massimo sostegno per questa iniziativa e calcando l’importanza nell’aumentare la fiducia delle persone in difficoltà per farle arrivare a farsi affiancare. In conclusione Mantovani afferma “Possiamo fare molto di più e molto meglio. Abbiamo la volontà di farlo e quindi lo faremo”.

Loren Raccah