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Referendum sui minareti – Il no degli svizzeri e il pericolo della religione dominante

Sono preoccupato dal libero volere dei cittadini svizzeri. E sono preoccupato dal commento di Roberto Castelli sulla croce sulla bandiera “per battere l’ideologia massonica e filoislamica”. Intervengo da storico. A proposito del commento e della recente agitazione sul crocefisso, trascrivo un brano di un mio libro. “Il 16 novembre 1922, presentando alla Camera la propria compagine ministeriale, Mussolini pronunciò parole assai chiare sui diritti riconosciuti dal governo alle varie religioni: ‘tutte le fedi religiose saranno rispettate, con particolare riguardo a quella dominante, che è il cattolicismo’. (…) Il 22 novembre il sottosegretario alla Pubblica istruzione Dario Lupi dispose la ricollocazione del crocefisso, definito il simbolo della ‘religione dominante dello Stato’, in tutte le aule delle scuole elementari dalle quali era stato rimosso. Come venne osservato con soddisfazione, ‘in meno di un quinquennio il Crocefisso tornò al Colosseo, sul Campidoglio, nelle scuole, nelle caserme, nei tribunali, negli uffici pubblici, e, sull’esempio di questi, in moltissimi uffici privati. Un mese dopo, il 26 dicembre 1922, il nuovo ministro della Pubblica istruzione Giovanni Gentile annunciò che intendeva fare dell’insegnamento della religione cattolica ‘il principale fondamento del sistema della educazione pubblica e di tutta la restaurazione morale dello spirito italiano’.” In quel momento il governo era di coalizione; né totalitario né dittatoriale. Il passato non si ricopia. Oggi non vedo minacce reali di fascismo. Ma la strada della religione ‘dominante’ ci viene sempre più prospettata.

Michele Sarfatti