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Qui Roma – Democrazia e identità nazionale nel pensiero di Max Ascoli

Alla figura di Max Ascoli è stato dedicato un nuovo libro del giovane ricercatore Davide Grippa: Un antifascista tra Italia e Stati Uniti. Democrazia e identità nazionale nel pensiero di Max Ascoli (1898-1947), (Milano, Franco Angeli, 2009). Il volume è stato presentato a Palazzo Costanzi dallo stesso autore con Patrizia Audenino, Mauro Canali, Annalisa Capristo, Antonio Versori, coordinati da Daniele Fiorentino.
La figura di Max Ascoli, che fu giurista politologo e giornalista, così come sottolineato dagli interventi è stata inizialmente trascurata dal punto di vista storiografico forse per il suo organico inserimento all’interno dell’amministrazione americana quale funzionario del dipartimento di Stato.
Max Ascoli fu una delle personalità di spicco dell’emigrazione antifascista negli Stati Uniti fra le due guerre, dove si era trasferito inizialmente per motivi accademici e scientifici ed in cui fu costretto a rimanere come esule a seguito dell’avvento del fascismo al potere. Max Ascoli si prodigò per favorire l’emigrazione ebraica negli Stati Uniti e la lotta antifascista. Parlando con Davide Grippa del rapporto di Max Ascoli con l’ebraismo il giovane ricercatore ha sottolineato come questi visse il problema identitario degli ebrei italiani dopo il Risorgimento. Raggiunta la piena integrazione nella società, gli ebrei italiani la pagarono con l’assimilazione.
Max Ascoli pur aderendo agli ideali sionisti e collaborando con il sionista fiorentino Alfonso Pacifici, con cui intrattenne un carteggio costante che l’autore riporta nel libro, concepì come unica via alternativa a questi ideali l’assimilazione e questo lo portò ad allontanarsi dall’ebraismo con cui mantenne comunque un legame identitario nel corso della sua esistenza.

Daniele Ascarelli