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riconciliazione…

Come leggiamo in questi giorni nella Torà, i figli del patriarca Yaacov non erano tutti propriamente degli “stinchi di santi”. Eppure la tradizione tende a presentarceli come dei grandi personaggi positivi. Probabilmente la spiegazione sta nel processo di maturazione a cui li porta Yosef in vista della riconciliazione finale, che è tra i grandi messaggi morali del libro di Bereshit. Il cammino di riconciliazione comincia nel momento in cui fratelli di Yosef ammettono: “Siamo colpevoli per nostro fratello quando abbiamo visto la disgrazia della sua persona mentre ci supplicava e non l’abbiamo ascoltato” (cap. 42:21); culmina quando Yehudà, quello che aveva proposto la vendita in schiavitù di Yosef, si offre in ostaggio al posto di Beniamin (cap. 44:33). Alla santità ci possono arrivare anche i peccatori, purché riconoscano le loro colpe, certamente non con le autoassoluzioni personali o del sistema al quale appartengono.

Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma