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Qui Torino – “A noi fu dato in sorte questo tempo” Primo, Luciana e i loro amici in una mostra straordinaria

Dalle ricerche sulla deportazione femminile di Alessandra Chiappano nasce un’esposizione che ricostruisce la vita di Primo Levi, Luciana Nissim, e del loro giovane gruppo di amici torinesi prima della deportazione e del lager. Realizzata dall’Istituto per la storia del movimento di liberazione in Italia presieduto da Oscar Luigi Scalfaro, sarà inaugurata alla presenza dell’ex presidente della Repubblica a Torino il 26 gennaio.
Lo stesso Napolitano ha ricevuto al Quirinale il presidente dell’Insmli, Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia, Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito della Repubblica, che gli ha presentato la mostra “A noi fu dato in sorte questo tempo 1938 – 1947”, realizzata nell’ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria 2010. Era presente anche la vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Claudia De Benedetti. Il presidente delle Repubblica ha mostrato nel corso dell’incontro interesse di portare l’iniziativa anche al Quirinale.
La mostra, prodotta dall’Insmli, è stata realizzata con il sostegno delle Regioni Piemonte, Valle d’Aosta ed Emilia Romagna, promossa dal Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà di Torino, con la collaborazione di numerosi enti e fondazioni, e il patrocinio della Provincia di Torino, della Comunità Ebraica di Torino, e l’adesione del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea.
All’incontro hanno partecipato la curatrice della mostra, Alessandra Chiappano, il vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, Roberto Placido, i rappresentanti di tutti gli enti organizzatori e due discendenti dei protagonisti della mostra, la nipote di Vanda Maestro, che ne porta il nome, e il figlio di Franco e Luciana Nissim, Alberto Momigliano. Ogni visitatore della rassegna sarà fatto immedesimare con uno dei 13 protagonisti del gruppo, scegliendo una fotografia all’ingresso della mostra. La foto è lo strumento per attivare una serie di postazioni interattive e avere così accesso alle informazioni che riguardano il personaggio scelto. I protagonisti sono Levi e Missim, sopravvissuti al lager e autori dei due grandi classici della letteratura sulla deportazione ‘Se questo e’ un uomo’ e ‘I ricordi della casa dei morti, e i loro amici, che si chiamavano Emanuele Artom, Vanda Maestro, Eugenio Gentili Tedeschi, Giorgio Segre, Franco Momigliano, Giorgio Diena, Ada Della Torre, Silvio Ortona, Alberto Salmoni, Bianca Guidetti Serra, Franco Sacerdoti. Quando le loro vite furono sconvolte dai fatti della Seconda guerra mondiale, erano tutti studenti o giovani laureati amanti della montagna, in gran parte ebrei. Il loro primo luogo di ritrovo è stato la biblioteca della Scuola ebraica di Torino. Travolti dalla storia, si dispersero. Guidetti Serra, non ebrea, fece la staffetta a Torino e restò fino alla fine della guerra il punto di contatto per gli amici ebrei. Tedeschi, dopo il carcere ad Aosta operò con la banda Verraz e poi riparò in Francia.
Momigliano, Artom e Segre furono arrestati in Valle Pellice. Artom morì sotto le torture, gli altri due riuscirono a fuggire. Salmoni si unì alla banda di Ada Gobetti in Valle di Susa. Gli altri furono internati nei lager, ma solo Primo Levi e Luciana Missim riuscirono a sopravvivere. Dopo la guerra si ritrovarono e la vita riprese impetuosa. Alcuni, come Bianca Guidetti Serra e Alberto Salmoni, si sposarono tra loro. La mostra, finanziata dalla Regione Piemonte, ha coinvolto anche la Valle d’Aosta e Emilia Romagna, che la ospiteranno dopo Torino. Il 25 aprile arriverà a Fossoli presso Carpi (Modena) dove resterà fino al 2 giugno. E infatti qui, dove si trovava il più grande campo di transito italiano, che passarono Levi, Missim e Vanda Maestro, arrestati insieme nei pressi di Saint-Vincent, in Valle d’Aosta. Ed è al Forte di Bard (Aosta) che la mostra terminerà il suo percorso la prossima estate.
A presentare la rassegna, oggi a Torino, la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, il presidente del consiglio regionale Davide Gariglio, e il responsabile del Comitato regionale Resistenza e Costituzione Roberto Placido. L’iniziativa, hanno sottolineato, si rivolge soprattutto ai giovani, cui racconta la storia di altri giovani «perché possano apprezzare che la democrazia di cui oggi godono non è
un regalo gratuito, ma il frutto di una conquista fatta di sacrifici e di lotta».