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Memoria – Pietre d’inciampo a Roma

Arriveranno anche a Roma gli stolpersteine, realizzati da Guenter Demnig, l’artista tedesco che li ha inventati quindici anni fa per ricordare non soltanto i deportati di religione ebraica ma anche i deportati politici e militari che persero la vita negli anni bui della persecuzione nazista . “I primi stolpersteine risalgono al 1995, a Colonia e da allora ne sono installati più di 22mila in Germania, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia e Paesi Bassi” spiega Adachiara Zevi architetto e storica dell’arte, curatrice del progetto romano realizzato sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica con il patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Comunità Ebraica di Roma che coinvolge sei municipi della capitale ( I, II, VI, IX , XVI, XVII,) presentato questa mattina alla Casa della Memoria e della Storia, in Via San Francesco di Sales con interventi oltre che della stessa Zevi di Aldo Pavia, Liliana Picciotto, Abramo Rossi, Patrizia Salvetti, Piero Terracina. Moderatrice dell’incontro Annabella Gioia dell’Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza (Irsifar).
Stolperstein in tedesco pietra d’inciampo è il nome del blocchetto di porfido utilizzato per la realizzazione del lastricato stradale come quelli che rivestono molte strade del centro storico di Roma, in pratica un normale sampietrino.
Adachiara Zevi, era ad Amburgo quattro anni fa quando inciampò letteralmente in uno stolperstein molto speciale: una solidissima pietra delle dimensioni standard (cm.10×10) luccicante perché rivestita in ottone che recava il nome e il cognome di un deportato, anno di nascita, data e luogo di deportazione e data di morte, il blocchetto era stato realizzato, per l’appunto dall’artista tedesco Guenter Demnig e pensò che sarebbe stato bello realizzare questo progetto anche in Italia.
I primi trenta stolpersteine saranno installati a Roma giovedì 28 gennaio alla presenza dello stesso Demnig che dedicherà l’intera giornata all’evento.
Le cerimonie si svolgeranno alle 9.30 a via della Reginella 2, nel cuore del Ghetto, in memoria della famiglia Spizzichino, alle 11.30 via Flaminia 21, dove abitava la famiglia Levi, alle 12.30, davanti alla Caserma allievi carabinieri di viale Giulio Cesare, per ricordare i dodici carabinieri da lì deportati il 7 ottobre 1943 perché giudicati inaffidabili in vista della deportazione degli ebrei la settimana successiva.
Alle 14 a piazza Rosolino Pilo 17 in ricordo della famiglia Terracina, alle 16 a via Taranto 178, dove abitava il colonnello Eugenio Paladini.
Il giro si concluderà nel quartiere del Quadraro con l’installazione delle pietre d’inciampo in memoria dei deportati politici: Fernando Nuccetelli , Ferdinando Persiani e Antonio Atzori .
“La cosa interessante da dire su questo progetto, spiega ancora la Zevi, è che il progetto proseguirà, dopo il 28 gennaio, con l’apertura alla Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia di uno “sportello” cui potranno rivolgersi quanti intendono ricordare familiari o amici deportati attraverso la collocazione di un stolperstein davanti alla loro abitazione. Gli Stolpersteine sono finanziati da sottoscrizioni private; il costo di ognuno, compresa l’installazione, si aggira tra i 75 e i 95 euro. L’obiettivo è la costruzione di una grande mappa urbana della memoria.

Lucilla Efrati