Qui Ostia – La festa degli alberi nella sedicesima sinagoga

Faceva freddo a Ostia, ma i bambini sembravano non sentirlo, danzavano in circolo i balli israeliani insieme a due animatrici dell’Ufficio giovani della Comunità ebraica di Roma e ascoltavano canzoni a molti di loro completamente sconosciute. “Qualcuno di voi ha mai piantato un albero?” Ha domandato il rav Ariel Di Porto rivolgendosi agli oltre cento bambini che affollavano festosamente lo spazio in cui fra un paio di anni sorgerà il sedicesimo tempio della Comunità ebraica della capitale, Shirat ha Yam.
La speciale iniziativa, frutto di una collaborazione fra l’associazione Shirat ha Yam e la Scuola ebraica di Roma Vittorio Polacco, ha fatto incontrare i bambini della prima elementare del Circolo didattico Piero Della Francesca e i bambini della rispettiva classe della scuola Vittorio Polacco.
“Questa iniziativa ci riempie di gioia. – spiega Loretta Kajon che insieme a Giorgio Foà e ad Alberto Di Consiglio fa parte della giunta dell’associazione – Ci fa piacere perché questo è l’unico centro della Comunità ebraica che si trova in una situazione paesaggistica particolare: a pochi metri sia dalla pineta che dal mare, per questo deve essere aperto a iniziative di questo tipo”.
“La giornata di Rosh ha Shanà La-ilanot serve a ricordare il nostro legame con la natura, con le piante e con gli alberi ” – ha spiegato il rav Di Porto – Questa giornata è legata anche alla terra di Israele così dipendente della pioggia, diversamente dal vicino Egitto da cui gli ebrei provenivano dove c’era il fiume Nilo. Noi ebrei invece, preghiamo ogni giorno perché il Signore D-o mandi la pioggia”.
Subito dopo i bambini hanno iniziato a piantare gli alberi e delle piccole piantine colorate. Fra questi vi era un albero di ulivo donato alla sinagoga dai bambini della Scuola Piero Della Francesca, anche il presidente del XIII Municipio Giacomo Vizzani giunto per festeggiare insieme ai bambini, ha piantato una piccola pianta.
La sinagoga Shirat ha Yam, che attualmente raccoglie la Comunità ebraica del lido composta da circa tremila persone, sarà un importante punto di aggregazione oltre che di culto, un luogo in cui si terranno eventi e attività per giovani e anziani. Attualmente vi vengono svolte lezioni di bibbia e di lingua ebraica una volta la settimana, ma sono in programma anche attività per i più anziani che saranno attivate non appena il clima sarà meno rigido.
“Lì in quello spazio vogliamo fare un forno per cuocere la pizza e un campo sportivo per i ragazzi”, dice Loretta Kajon indicando il punto in cui attualmente è stata montata la tensostruttura in cui già si sono svolte le preghiere del giorno di Rosh ha Shanà e Yom Kippur “ma quando termineranno le scuole vogliamo anche organizzare dei centri estivi”.

Lucilla Efrati