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Qui Roma – Nuovo impegno per la Memoria

Sdegno e vivace indignazione hanno caratterizzato le manifestazioni per reagire allo sfregio subito dalle pietre d’inciampo poste nel quartiere romano di Monteverde Vecchio. I sampietrini di ottone lucente creati dall’artista tedesco Gunter Demnig e posti in piazza Rosolino Pilo, solo un mese fa, nel Giorno della Memoria, in ricordo della famiglia di Piero Terracina sterminata nei campi di concentramento nazisti erano stati sporcati con vernice nera. Al momento della loro installazione il quartiere aveva celebrato l’evento con una grande partecipazione, ecco perché di fronte a un atto così lontano dal proprio modo di sentire è tornato in piazza per trasmettere a Piero la propria solidarietà e la propria vicinanza.
“Ieri, quando ho visto questi sampietrini profanati, ho pianto perché i miei cari non hanno una tomba, sono finiti tutti in fumo e cenere e queste sette pietre sono per me come le loro tombe”. Ha detto Piero Terracina intervenendo per ultimo, dopo Fabio Bellini, presidente del XVI Municipio, che ha promosso la fiaccolata , Adachiara Zevi, responsabile del progetto in itinere delle ‘pietre d’inciampo’, Riccardo Pacifici, presidente della Comunità Ebraica di Roma, Nicola Zingaretti presidente della Provincia e Gianni Alemanno, sindaco della capitale, mentre sulla piazza brillavano decine e decine di candele accese e tutte le persone intervenute ascoltavano in silenzio le sue parole.
“Penso che questo gesto non sia opera di quattro cretini come qualcuno ha sostenuto, credo invece che queste persone siano pienamente responsabili.
In Germania sono state installate centinaia di ‘pietre d’inciampo’ e nessuno le ha toccate, dobbiamo allora domandarci a che punto siamo qui in Italia? Non dobbiamo dimenticare che la nostra Costituzione poggia sulle spalle dei nostri martiri.” Ha osservato Terracina che ha poi concluso “La Memoria non è il ricordo, la Memoria rappresenta il passato ma anche il futuro di ognuno di noi, chi perde la memoria è un peso per i propri cari, ma se la Memoria la perde un popolo è la catastrofe” (Nell’immagine le Stolpersteine dopo l’intervento di ripristino del Comune di Roma).
Parole di condanna della vile azione sono state espresse da tutti gli intervenuti. Pacifici li ha definiti “Gesti vigliacchi che provano a cancellare la memoria in modo puerile e che invece non fanno che rafforzare tutti coloro che sono decisi a ricordare” esprimendo poi la necessità di punire i responsabili “dobbiamo reagire contro questi gesti – ha concluso Pacifici che pochi istanti prima aveva citato il passo della Bibbia in cui si raccomanda ad ogni ebreo di ricordare e combattere Amalek – “Perché queste azioni nel nostro paese non devono più essere permesse”.
Al mattino Piero Terracina aveva ricevuto la visita del deputato del Pd ed ex sindaco di Roma Walter Veltroni al quale è legato da una lunga amicizia, Terracina infatti è stato uno dei primi ad accompagnare l’ex sindaco nei viaggi della Memoria. Veltroni ha commentato l’episodio ammonendo sul fatto che “l’antisemitismo, l’odio, il tentativo di negare anche solo il ricordo della Shoah sono segnali allarmanti che non vanno sottovalutati. La mia piena solidarietà – ha detto Veltroni – va a Piero Terracina, che considero un uomo straordinario e a cui mi lega un affetto fortissimo, e alla comunità ebraica romana contro questi nuovi insulti. Alla città, al nostro paese spetta il compito di non abbassare mai la guardia”

Lucilla Efrati