Rinasce HaTikwa, il glorioso giornale dei giovani ebrei italiani. La speranza del nostro futuro vuole parlare a tutte le generazioni
Se c’è una cosa cui tengo davvero poco, è essere invitato alle feste. L’unica cui avrei partecipato con tutto il cuore, invece, me la sono persa. Avrebbe rappresentato il più gioioso coronamento di questa stagione di Purim. Eppure, di presentarmi non me la sono sentita. Non che non mi volessero, anzi mi avevano pure formalmente invitato. Non che l’orario non mi andasse a genio (non c’era da fare tardi, si è conclusa pochi istanti fa). E’ che si trattava di una festa di giovani in cui un meno giovane sarebbe stato credo fuori posto. Per star loro vicino senza rischiare di sciupare un momento di gioia, mi sono limitato ad aspettarli fuori della porta. Ne sono usciti con un giornale antico e nuovissimo per le mani. Me ne hanno regalata una copia, profumava ancora d’inchiostro. Tutto è nuovo nelle sue pagine, ma la testata, forte e fiera, continua a proclamare le parole che da Roma a Gerusalemme furono il segno della rinascita di Israele dopo gli anni bui. E’ qualcosa che conosciamo tutti troppo bene per evitale di emozionarci.
Festa o non festa, ho avuto così anch’io la mia emozione. Perché oggi HaTikwa, il glorioso giornale dell’Unione dei giovani ebrei d’Italia che fu fondato nel 1949, dopo un lunghissimo silenzio è tornato alla vita. E non solo, da giornale di nicchia, come fu in passato, è ora una testata stampata con larghissima tiratura (larghissima rispetto alle piccole dimensioni del mondo ebraico italiano e anche rispetto alle tirature reali dei giornali d’opinione che si stampano nel nostro paese). Il progetto è di farlo arrivare a tutti gli ebrei italiani, giovani e meno giovani. Perché i giovani pretendono a ragione di essere ascoltati da tutti e tutti hanno il dovere di dare ascolto a coloro che rappresentano il futuro della più antica realtà ebraica della Diaspora. Il progetto è quello di farne un giornale bello, leggibile. E del tutto autonomo.
Le premesse ci sono. Perché HaTikwa è nato in pochi giorni di intenso lavoro direttamente dalle mani di molti giovani che hanno collaborato. Le pagine del giornale ospitano (su invito della redazione) il saluto del Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna e un editoriale della vicepresidente Ucei con delega alle politiche giovanili Claudia De Benedetti.
E con ciò la presenza dei meno giovani si ferma.
Il direttore, il comitato di direzione, la redazione, i collaboratori, navigano tutti attorno ai vent’anni. Il responsabile a termine di legge, prima che la redazione si imbarcasse in questa avventura non ha speso troppe parole: “Rispettate la Legge ebraica, rispettate la legge civile e non fatemi prendere querele. Insomma, arrangiatevi”.
Ora, dopo anni di silenzio, HaTikwa taglia il traguardo del primo numero di una nuova serie. E non è più un sogno. E’ la bandiera del nostro futuro.
gv