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ammonimenti…

Nel variegato elenco di precetti compresi nel capitolo 19 del Levitico compare l’obbligo di ammonire una persona che non si comporta bene evitando di diventare corresponsabili della sua cattiva condotta. I Maestri di ogni generazione si dibattono sulla concreta applicazione di questa delicata norma interrogandosi su chi è legittimato ad ammonire, in quali casi è veramente opportuno riprendere una persona laddove si presume che l’ammonimento non solo non verrà ascoltato ma potrebbe addirittura rafforzare forme di recidiva. Vi sono anche raccomandazioni circa le modalità e le precauzioni da adottare quando ci si accinge ad ammonire, soprattutto per non provocare mai l’imbarazzo di colui che viene diffidato. In una società ebraica ideale l’ammonimento costituisce un valore aggiunto oltre che un imperativo. Secondo una Tradizione il Santuario è stato distrutto perché le persone, soprattutto quelle di grande sapienza, non si ammonivano reciprocamente. E per rincarare la dose c’è una piccante metafora rabbinica per la quale i leader che non si ammoniscono reciprocamente, soprattutto in momenti di crisi, sono paragonati a montoni che avanzano a testa bassa evitando di guardarsi. E’ pur vero che quando manca una solida complicità ammonire una persona rischia di trasformarsi in un atteggiamento di superbia o di falso moralismo.

Roberto Della Rocca, rabbino