Qui Milano – La campagna entra nel vivo
La campagna elettorale entra nel vivo. La pioggia non ha impedito agli iscritti della Comunità ebraica di affollare l’aula magna della Scuola, per assistere alla presentazione delle sette liste (nel complesso 56 persone), candidate alle elezioni comunitarie per il rinnovo del Consiglio, che si terranno il prossimo 16 maggio. In un’atmosfera effervescente, il dibattito politico si è intrecciato con il confronto fra persone che si conoscono da anni, ma la pensano in maniera diversa su temi che toccano tutti da vicino. Perciò si è parlato di problemi concreti come la scuola, il bilancio, la casa di riposo, ma sono ricorsi spesso anche termini come ideologia, visione della Comunità, contrapposizione e collaborazione.
A ciascuna delle liste sono stati messi a disposizione dieci minuti, cronometrati con inflessibilità dal segretario generale Alfonso Sassun.
Ad aprire il giro di esposizione dei programmi è stata la lista Per Israele, che contiene il maggior numero di consiglieri uscenti (ma non il presidente uscente Leone Soued, candidato con Tikwà ‘Speranza’, cui è spettato invece il compito di chiudere le presentazioni).
“La nostra lista punta a trasmettere alle nuove generazioni un’identità ebraica forte – ha esordito Sara Modena, candidata alla presidenza – Pensiamo che questo sia il fondamento indispensabile per essere aperti verso l’interno e verso l’esterno. Noi di Per Israele, che si presenta per il terzo mandato consecutivo, desideriamo raccontare cosa abbiamo già fatto, oltre a quello che vogliamo fare. Tutti mandiamo i nostri figli alla Scuola ebraica perché ci crediamo, e viviamo la comunità dall’interno giorno per giorno”.
I candidati di Yes Oui Ken scelgono invece di aprire la propria presentazione concentrandosi su quello che per tanti è il problema più drammatico che deve affrontare la Comunità di Milano, il deficit di bilancio, cresciuto vertiginosamente negli ultimi anni. Il candidato presidente Roberto Jarach ha proseguito poi parlando degli altri punti su cui è basato il loro programma. “Siamo molto concentrati sulle esigenze dei nostri ragazzi, come dimostra l’età di alcuni dei candidati, sulla socialità, sulla scuola, su un’idea di Comunità maggiormente accogliente per iscritti e non iscritti. Queste vogliono essere le nostre ricette ai tanti problemi da affrontare”.
“Quelli che vedete intorno a me sono un gruppo di professionisti di tutti i campi, che hanno deciso di aggregarsi sulla spinta della comune voglia di fare qualcosa per questa Comunità – in questo modo Roberto Liscia ha introdotto la lista Yachad (‘insieme’) – Il primo tema che ci ha portati a discutere è stata la scuola, dove studiano o hanno studiato 26 tra i nostri figli e nipoti. L’azzeramento del deficit è una priorità, ma questo non risolve il bisogno di recuperare alcuni pilastri, valori come accoglienza, integrazione, dialogo. Vogliamo impegnarci per il coordinamento tra le varie anime della Comunità, lavorare per la cultura, per esempio attraverso l’istituzione di un museo, e ottenere finanziamenti per la scuola, come già molti altri istituti milanesi”.
Proprio la situazione di scuola e bilancio, i due temi in assoluto più discussi durante la serata costituiscono il fondamento della lista Comunità e scuola, tre componenti, con Guido Osimo come candidato presidente. L’assunto su cui si basano le loro proposte è l’idea che questi due istituti negli ultimi anni si siano danneggiati a vicenda. “A nostro parere – spiega Osimo – è assolutamente necessario rendere la scuola e la Comunità ebraica di Milano due enti autonomi, per quanto entrambi fondamentali. In questo modo sarà più semplice raccogliere fondi intorno a progetti concreti per l’uno o per l’altro. E per quanto riguarda i fondi, proponiamo di sostituire le tasse comunitarie con una quota di iscrizione, legata ai servizi di cui si può usufruire”.
I dieci minuti a disposizione di ogni lista non lasciano la possibilità di parlare a tutti i candidati. Il solo per cui il problema non si pone è Avram Hason, unico esponente della lista Chai (‘vita’). “Mi voglio presentare davanti a voi per quello che sono – ha spiegato – Voglio supportare tutte le idee che ritengo buone e mi considero parte di una lista con 56 componenti. Ho delle posizioni nette, ma credo profondamente nella mediazione e sono convinto ci sia bisogno di entrambe le cose per risolvere i problemi della Comunità”.
“Sappiamo tutti che il debito ci mette in una situazione difficile, ma per noi il grande male che ci affligge è un altro: la disaffezione – ha chiarito il candidato presidente della lista Unità e Continuità Walker Alfonso Meghnagi – Troppe persone si sentono lontane dalle Comunità, dobbiamo coinvolgerle di nuovo. Questa lista è formata da quattro amici che puntano sul cuore ebraico più che su qualsiasi altra cosa. Siamo ottimisti e pensiamo di venire eletti e di fare tanto nei prossimi anni per i giovani, per la scuola, per raccogliere fondi. Sarà necessario che tutti coloro che entreranno in Consiglio però siano pronti a guardarsi negli occhi, e mettere in dubbio le proprie certezze, per ascoltare le certezze degli altri”.
La lista Tikvà si è infine presentata come lista di sintesi, che si propone di raccogliere le istanze di una pluralità di esperienze e punti di vista dell’ebraismo milanese. “Desidero tranquillizzare tutti a proposito della situazione dei conti della Comunità – ha poi precisato il presidente uscente Leone Soued- È vero, il deficit è aumentato, ma è aumentato anche il patrimonio complessivo. Abbiamo una nuova casa di riposo, abbiamo sostenuto tante famiglie in un momento difficile, continuando a erogare ai nostri iscritti tutti i servizi. Le cifre vanno lette anche considerando quello che in concreto è stato fatto. È stato fatto tanto, ed è stato fatto bene”.
Rossella Tercatin