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Nel Talmùd, trattato Betzà 15b, si racconta che durante una lezione di Rav Eliezer gli allievi cominciarono progressivamente a uscire fino a che rimase solo un piccolo gruppo che però, a un certo punto, se ne andò. Rav Eliezer, che aveva liquidato con alcune frasi ironiche gli studenti che erano usciti per primi, trattò con grande durezza gli altri. Un Maestro contemporaneo Rav Yacov Kanieski, si chiede il motivo di questo comportamento, dopotutto quegli ultimi studenti avevano dimostrato un attaccamento alla Torà superiore a tutti gli altri. Risponde dicendo che proprio per questo motivo sono maggiormente responsabili. Sono persone che capiscono l’importanza della Torà ma non riescono ad arrivare fino in fondo, si fermano in mezzo al guado. Credo che questo episodio dia un insegnamento importante. Noi abbiamo il privilegio di aver ricevuto una tradizione culturale di straordinario valore, ma abbiamo il dovere di testimoniare questo valore. Questo dovere è tanto più grande quanto più siamo vicini a questa tradizione. Ed è importante soprattutto in un’epoca come la nostra in cui la cultura ebraica sembra assumere valori importanti solo quando corrisponde alla vulgata culturale del momento.

Alfonso Arbib, rabbino capo di Milano