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Qui Roma – Duecento studenti in ricordo di Stefano Gaj Tachè

Il nome del piccolo Stefano Gaj Tachè ucciso a soli due anni nell’attentato davanti alla sinagoga di Roma il 9 ottobre 1982, potrebbe entrare a far parte dell’elenco dei nomi delle vittime del terrorismo. Questa la proposta di cui si è fatto promotore il presidente della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Pacifici che ha chiesto ai circa 200 alunni delle scuole elementari di Roma, presenti in piazza del Campidoglio per il premio di letteratura per ragazzi “Stefano Gaj Taché – l’amico dei bambini”, di scrivere al Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, per chiedere che il nome di Stefano “venga inserito nel libro che contiene i nomi delle vittime del terrorismo”. Una proposta subito accolta dal sindaco di Roma Gianni Alemanno che durante la cerimonia in Campidoglio cui erano presenti fra gli altri i genitori e il fratello di Stefano, Raffaele Pace, presidente dell’associazione culturale “Ebraismo e dintorni” e gli alunni delle scuole elementari (IV classe) coinvolti nel progetto, ha dichiarato che “non bisogna pensare solo alle vittime del terrorismo ideologico, quello di destra e di sinistra, bisogna pensare anche a quel terrorismo che aveva altre ideologie, di carattere magari internazionalista, indipendentista, ma che sempre terrorismo era e sempre tantissime vittime ha fatto. Mi sembra giusta questa idea, anche perché si tratta di un bambino, di una vittima innocente che non si può dimenticare”.
Il premio di letteratura «Stefano Gaj Tachè» ha coinvolto oltre 700 alunni delle elementari, chiamati a valutare le opere in tre sezioni: narrativa, fumetti e audiovisivi. Il premio è andato ad Anna Russo per il libro «Caro Amid, fratello lontano», a Paolo Paron per il fumetto «La notte di San Giovanni», a Elisabetta Levorato De Mas e Annita Romanelli per il cartone animato «La compagnia dei Celestini».

(foto di Claudio Valletti, ufficio stampa fotografico, Comune di Roma)